Wednesday, Nov. 20, 2019

Strategia

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il 31 Ago 2018

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Charlie Carrel contro Polk e la GTO: “Distrugge la creatività! Non temete di fallire, il poker è arte”

Charlie Carrel contro Polk e la GTO: “Distrugge la creatività! Non temete di fallire, il poker è arte”

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Rieccoci qua a parlare della Game Theory Optimal contrapposta al gioco exploitativo nel poker.

Stavolta lo facciamo perché l’inglese Charlie Carrel, non uno qualsiasi, si è decisamente sbilanciato contro il collega Doug Polk e contro la GTO.

Carrel ha partecipato infatti a un podcast di Joe Ingram usando parole piuttosto dure e poi ha pubblicato un video a tema sul proprio canale YouTube, che cura da qualche mese.

Carrel (che ha dichiarato di essere ormai un ex giocatore!) si esprime così sul sempre spinoso tema: “La gente è convinta che seguire la GTO nel poker ti renda superiore. Invece non è così, anzi…

Chiariamo una cosa. La GTO è definibile come la miglior strategia di base da utilizzare in una partita generica. La sua applicazione più semplice è quella nella morra cinese, dove bisognerebbe giocare il 33% delle volte ognuno dei tre segni del gioco (sasso, carta o forbice). Non basta. La scelta deve essere anche randomizzata. A quel punto sei al 100% unexploitable.

Se applichiamo la GTO al poker, diventa qualcosa di molto più complicato. Nel NL hai talmente tante size a disposizione per le puntate che perfino l’intelligenza artificiale non è in grado di avvicinarsi alla GTO. Lentamente ci stiamo però dando delle risposte, anche con l’aiuto di alcuni software.

La GTO ha il suo spazio. Può essere estremamente efficace e per arrivare al top devi conoscerla almeno un po’. Dipende dalle persone. Alcuni giocatori come me non ne hanno avuto bisogno. Abbiamo semplicemente osservato gli altri e raccolto informazioni, cercando di punire gli errori altrui. Altri giocatori però non sono in grado di farlo e hanno bisogno di una base GTO.

Io non sottovaluto la GTO in certe situazioni, ma in altre può essere dannosa. La GTO ti permette di ottimizzare il tuo range, rendendolo al tempo stesso exploitabile.

Per esempio, la GTO ti consiglia di non puntare su tutte le strade con A-A in mano, perché con altre mani faresti check.

Se siete legati alla strategia GTO, ricordatevi di deviare ogni tanto da essa. Vi faccio un esempio per farvi capire quanto è ridicola. Supponiamo che vi troviate contro un avversario che non ha mai bluffato al river in vita sua. Mai. Anzi, lo ha fatto una volta ma per errore. Ce ne sono anche a Las Vegas e all’EPT. Ciò ti permette di fare dei fold importanti al river. Mi ricordo invece di una mano giocata da Doug Polk dove non è stato in grado di foldare il suo punto forte al river contro un evidente punto più forte.

Non ragionate troppo sul vostro range. Giocate in base al vostro range percepito e a quello che hanno i vostri avversari“.

Arriviamo al punto cruciale secondo Carrel: “Quando impari una strategia bilanciata, stai distruggendo la tua creatività. Non sai più ragionare fuori dagli schemi.

Male. Dovete imparare a giocare bene per vincere nel lungo termine. Dovete diventare bravi nel gioco che affrontate. Tra l’altro tutti hanno imparato a giocare a poker in modo exploitativo all’inizio“.

Charlie si lancia poi in qualche paragone azzardato: “Se vai all’università a studiare matematica, avrai un approccio matematico alla vita per sempre. Penserai in modo logico e ci saprai fare con i numeri.

Ci si deve abituare a pensare diversamente, in modo creativo e intelligente. Poi puoi studiare la GTO decidendo dove e quando ne hai bisogno.

Io una volta ho coachato una persona che faceva schifo nel gioco exploitativo e gli ho consigliato di passare alla GTO, ma la considero l’ultima risorsa utile“. L’inglese Carrel propone uno slogan: “GTO, se non sai giocare bene a poker“.

Scherza ma neanche tanto: “Non devi pensare a vincere 3 bb su 100 in tot tempo. Devi capire gli spot, sapere dove bluffare e dove no. C’è qualcosa di artistico nel poker. Devi pensare in modo creativo a ogni spot.

Tempo fa ho parlato dell’overbetting con Greg Merson. Gli ho spiegato che overbettavo in bluff certi spot contro giocatori ricreazionali, solo per valore contro professionisti scarsi e bilanciando il range contro i pro degli high stakes. Greg ha detto che faceva esattamente la stessa cosa!

Quindi mi sono reso conto che ci poteva essere un livello ancora superiore di giocatori che mi poteva exploitare. Questo è il bello del poker. Devi provare a essere la persona al livello più alto. Così facendo non batti i vari livelli del poker, li distruggi“.

Carrel dà altri consigli: “Devi giocare diversamente contro ogni avversario e capire che non tutte le mani possono essere spiegate a parole. A volte metto il pilota automatico e non so neanche spiegare perché certe giocate sono corrette.

Non alzate mai bandiera bianca. Non è vero che il gioco exploitativo è un tirare a indovinare. Piuttosto si stima. Tu scommetti di essere probabilmente buono. Devi renderti vulnerabile senza paura“.

 

 

Charlie parte per la tangente con altre similitudini: “Devi essere aperto e non chiuso verso il mondo. Devi camminare con le spalle all’indietro, non devi aver paura di fallire. La stessa cosa succede nel poker. Ti rendi exploitabile ma con la giusta confidenza e competenza avrai ragione nel lungo termine.

La GTO è dannosa all’inizio della vostra carriera. Non voglio che cattive informazioni impediscano a bravi giocatori di diventare dei grandi professionisti. Lo stile exploitativo è più difficile da insegnare, ma io l’ho fatto e continuerò a farlo.

Trovate il vostro stile congeniale. Alcuni sono in grado di giocare molto aggressivamente, altri no e giocano super nitty. Va benissimo. L’importante è giocare fin da subito in modo exploitativo. Deviare da una base GTO può farvi vincere, ma è più difficile“.

Charlie Carrel dice in conclusione: “Mi sono liberato di questo peso. Volevo parlare di questo argomento da tantissimo, ci tenevo molto. Se non siete d’accordo, non fate gli haters da tastiera. Non dovete credere ai pro per partito preso, ma approcciatevi umilmente“.

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