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il 17 Gen 2021

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La storia di Steve Wynn, l’uomo che ha cambiato Las Vegas

La storia di Steve Wynn, l’uomo che ha cambiato Las Vegas

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“Hi, I’m Steve Wynn”.

Chiunque sia stato a Las Vegas, negli ultimi dieci anni, non può non aver sentito da qualche parte l’inizio di uno dei tanti spot (in tv, per radio, nei taxi, negli hotel) in cui il miliardario Steve Wynn promuoveva sé stesso e le sue faraoniche opere.

Sì, perché Steve Wynn è uno dei personaggi nettamente più influenti della storia di Las Vegas, che ha fatto moltissimo per Sin City e per il mondo del gambling.

Ma come è arrivato ad avere così tanto successo?

Andiamo a scoprirlo.

 

Una gioventù agiata, ma poi…

Stephen Alan Weinberg nasce il 27 gennaio 1942. E’ il primogenito di una ricca famiglia di New Haven, nel Connecticut. Il periodo storico è particolare, tanto che all’età di 4 anni il padre decide di cambiare il cognome della famiglia in “Wynn” , eliminando quel “Weinberg” di ebraica memoria, nel tentativo di evitare la discriminazione antiebraica prevalente di quel periodo.

Steve Wynn, come sarebbe stato sempre conosciuto, si abitua subito ad uno stile di vita comodo sin dalla tenera età. Suo padre possiede diverse sale bingo di successo disposte in tutta la costa orientale, e non lesina uno stile di vita lussuoso per sé e per i propri figli.

Steve (che definire viziato è un eufemismo) dal punto di vista materiale vive una gioventù molto serena, venendo accontentato costantemente in tutto e per tutto. Del resto, non è un caso che nei primi anni ’50 la famiglia si trasferisca a Utica, New York, in modo che Steve possa frequentare una delle scuole private più prestigiose degli Stati Uniti: la Manlius School. Da lì, poi, la sua carriera studentesca è comunque eccellente, prima diplomandosi e poi laureandosi brillantemente all’Università della Pennsylvania, dove prima dei vent’anni consegue il Bachelor of Arts in letteratura inglese.

A Steve, peraltro, va dato un primo grande merito: poco prima della laurea, infatti, il padre scompare per problemi cardiaci, lasciando l’attività professionale che proprio in quel momento soffriva un anno di grande crisi, trasferendo quindi a Steve l’onere di ripagare ogni debito e gestire al meglio la situazione economica familiare.

Per sistemare ogni cosa, occorrono anni: ma a quel punto, Steve ben comprende come funzioni il mondo imprenditoriale, permettendogli di fare valutazioni e investimenti più ampi.

Il trasferimento a Las Vegas

Una volta sistemati i problemi familiari, con la moglie decide di trasferirsi a Las Vegas nel 1967. Avvia fin da subito un’attività di importazione vinicola, ma il suo innato spirito imprenditoriale, unitamente alla voglia di misurarsi (e di tornare ad avere lo stile di vita antecedente la morte del padre) lo spinge a rischiare il proprio capitale nell’acquisto di una piccola quota di un hotel, nello specifico il Frontier Hotel and Casino. Steve ci crede, e reputa che nei prossimi anni fior di turisti (e di dollari) si riverseranno a Las Vegas.

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Così succede: il Frontier, in pochi anni, fa affari d’oro, tanto che la cessione della sua quota qualche anno dopo genera una plusvalenza milionaria, tale da suggerire a Steve un nuovo grande investimento. In questo caso, l’idea è di acquisire una partecipazione nel controllo del Golden Nugget, a downtown.La sua visione è chiara, dal momento che imposta il Casinò e il resort con un design ricco e moderno, di modo da attirare businessman e imprenditori, prima ancora che famiglie.

La ricetta funziona, dato che il Golden Nugget si rivela un enorme successo, attirando persone da tutto il mondo. Nel 1987, anno di cessione del Golden Nugget alla compagnia MGM, Wynn strappa un accordo da ben 440 milioni di dollari: niente male.

Wynn e la Strip

A questo punto, Wynn si convince di poter fare qualcosa di buono anche nella Strip, la via principale di Las Vegas, che finora aveva evitato. Fa qualcosa che ai più è sembrato assurdo, ovvero il reinvestire tutto il ricavato nella realizzazione di un nuovo progetto, il Mirage. Il punto è che il costo dell’opera è stimato in 630 milioni (molti di più dei 440 ricavati dall’operazione Golden Nugget), pertanto Steve si indebita tramite l’utilizzo di obbligazioni ad alto rendimento per completare l’opera. Fortunatamente per lui, però, quando il Mirage apre i battenti (è il 1989), i soldi arrivano a cascata, e pongono il suo Hotel in una posizione di grande lustro rispetto a tutti gli altri della città, che anzi per avere la speranza di poter competere sono costretti ad operare grandi lavori di ammodernamento e restauro.

A poco a poco, per “colpa” di Steve Wynn, Las Vegas e la Strip cambiano . SinCity diventa sempre più un luogo per tutti, così Wynn decide di investire in un luogo pensato unicamente per le famiglie. Nel 1993, quindi, inaugura il Treasure Island Hotel and Casino, grazie al quale anche i nuclei familiari si riversano nella Strip.

 

Il colpo Bellagio

Steve Wynn, a inizio anni ’90, è uno degli imprenditori più ricchi e affermati d’America. E non stupisce che, dopo il Treasure Island, passi ad uno dei suoi successi più degni di nota: il Bellagio. Questo Casinò apre infatti i battenti nel 1998, al termine della realizzazione di un progetto da 1,6 miliardi di dollari, diventando in quel momento l’Hotel/Casinò più costoso di tutti i tempi.

Nel 2005, poi, Wynn (che ancora non ha placato la sua sete di successo) apre un altro casinò multimiliardario: Wynn Las Vegas. Situato sul sito dell’ex Desert Inn, Wynn Las Vegas diventa uno splendido resort a 5 stelle con ogni genere di intrattenimento.  Steve Wynn, ormai, è incontenibile, e applica il suo modello di business anche in altri paesi lontano dal Nevada: oggi, infatti, possiede un secondo Golden Nugget ad Atlantic City (New Jersey), ha costruito il Beau Rivage a Biloxi (Mississippi), senza dimenticare sia il Wynn Macau che l’Encore Macau a Macao, in Cina. Le parole d’ordine, come per Las Vegas, restano “lusso e comodità”.

 

Un business-man filantropo

Molto attivo anche nel settore della beneficenza, oggi il 78enne Steve Wynn vive a Las Vegas, dove quando non controlla maniacalmente le proprie attività, trascorre il tempo tra musei e aste private, dal momento che (come ogni miliardario che si rispetti) ha la passione del collezionismo di opere di altissimo valore. La sua galleria privata, infatti, comprende svariati quadri originali di Picasso e Monet.

Wynn, peraltro, negli ultimi anni è tornato single, dopo aver ottenuto il divorzio dalla moglie (che ha acquisito un assegno che ha fatto discutere mezza America, dal momento che per lasciarlo ha preteso ben 740 milioni di dollari).

Molti già si chiedono quale sarà la sua prossima opera, constatando però nel frattempo di come la sua inventiva abbia contribuito a fare diventare Las Vegas quello che è oggi.

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