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il 8 Ott 2021

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Alle World Series Of Poker c’è un problema coi dealer

Alle World Series Of Poker c’è un problema coi dealer

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I dealer delle World Series quest’anno sono un problema?

La domanda, biscardianamente parlando, ‘sorge spontanea’ dopo aver letto quanto accaduto durante l’evento WSOP The Reunion da cinque milioni garantiti.

Ma i problemi coi dealer negli ultimi tempi non si limitano alle sole World Series, nè alla sola Las Vegas

 

Il misfatto

A denunciare la scarsa professionalità dei dealer presenti ai tavoli delle World Series è un episodio davvero ‘sui generis’ raccontato via Twitter dallo statunitense Mike Brady, giocatore da oltre centomila dollari vinti dal vivo e vicepresidente della scuola di Doug Polk, che ha riportato l’esperienza del suo amico Josh.

“Un giocatore al mio tavolo voleva abbandonare il suo stack. Ha provato a darlo a un altro giocatore e il dealer era tranquillo al riguardo. Io ho detto di no assolutamente e abbiamo chiamato il floor”.

A chiarire ulteriormente l’accaduto è intervenuto un altro giocatore presente al tavolo, che ha spiegato come la registrazione tardiva del torneo fosse sul punto di chiudere. Il giocatore che voleva regalare le sue chips voleva sbarazzarsene per effettuare il singolo re-entry consentito in ogni Day1 del The Reunion.

Ovviamente il comportamento del dealer ha destato sgomento e scalpore. Ma a quanto pare a peccare di inesperienza ai tavoli del Rio non è un singolo dealer:

“Cosa? Come ha potuto il dealer essere d’accordo a qualcosa del genere?”

“Circa la metà dei dealer che ho avuto erano al loro primo giorno oggi, alcuni di loro in senso letterale. Venerdì era la stessa situazione”.

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Poca offerta

La verità è che la pandemia ha causato non pochi intoppi al mercato dei dealer. Il travel ban ai viaggiatori europei ha sicuramente avuto voce in capitolo chiudendo di fatto le porte ai dealer provenienti dal Vecchio Continente.

Per sopperire a eventuali carenze nel periodo delle World Series of Poker la Caesars Entertainment ha chiuso due poker room di sua proprietà, quelle del Bally’s e del Flamingo, dirottando ai tavoli del Rio i dealer che vi lavoravano.

Dopo la chiusura forzata a causa del Covid Las Vegas è ripartita, ma ancora sta faticando a ingranare. I week-end vedono sempre la Strip affollatissima, ma nei giorni feriali la gente scarseggia.

In particolare, a Sin City si è fatto sentire il crollo delle convention, che sono il vero motore economico degli hotel della città. Non a caso Las Vegas Sands ha deciso di mettere in vendita il centro congressi di sua proprietà, così come altri asset immobiliari.

 

Mal comune senza gaudio

Se Atene piange, Sparta non ride. Il problema dei dealer ai tavoli non riguarda solamente Las Vegas. La pandemia gli ha fatto assumere una dimensione globale.

Nel Regno Unito, poi, i problemi del COVID si sono andati a sommare a quelli della Brexit, col risultato che alberghi e casinò di tantissime località turistiche non riescono a trovare personale specializzato.

Anche le strutture ricettive di Malta faticano a trovare ‘mazzieri’ per i tavoli dei loro casinò. Su Internet gli annunci di strutture in cerca di dealer sono letteralmente moltiplicate nell’ultimo periodo.

Alcuni annunci di strutture in cerca di dealer

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