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il 7 Giu 2017

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A lezione da Doug Polk: un check-shove in semibluff da milioni di dollari

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A lezione da Doug Polk: un check-shove in semibluff da milioni di dollari

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Alla fine Doug Polk lo ha vinto, il torneo One Drop con 3,6 milioni di dollari in palio. Ma se Martin Jacobson non avesse creduto al suo bluff, sarebbe andata ben diversamente.

Pubblicando le sue testimonianze video raccolte in diretta durante le pause del tavolo finale, Polk ha addirittura trovato il tempo di commentare un paio di mani giocate nelle fasi finali di questo ricchissimo torneo, che ha comunque definito “la miglior possibilità di braccialetto per uno specialista di Hold’em come me” visto l’esiguo numero di iscritti.

La mano che ha segnato in positivo il destino di Polk al tavolo finale è arrivata al terzo livello di giornata, quando al tavolo erano ancora presenti tutti e nove i giocatori del Final Day.

ACTION

Blind 120.000/240.000.

Preflop raise di Martin Jacobson (stack 6,2 milioni) da middle position a 525.000. Doug Polk ha uno stack di 6,1 milioni, con A10 da big blind decide di fare call.

Flop: K42

Polk check, Jacobson bet 450.000, Polk call.

Turn: 3

Polk check, Jacobson bet 1 milione, Polk raise all-in, Jacobson tank-folda KJ!

THINKING PROCESS

“Una mano molto importante. Abbiamo entrambi intorno ai sei milioni di chip, credo che lui ne abbia poche più di me, e chiamo sul big blind con A-10 di quadri. Al flop scendono K 4 2 con due quadri, io checko e lui fa una continuation bet di 450.000.

Ora tocca di nuovo a me e penso: posso rilanciare, ma sarebbe una situazione molto brutta se rilanciassi e lui decidesse di andare all-in. Si può anche fare pot-control con mani come questa che hanno comunque possibilità di prendere valore. Inoltre, bisogna sempre mixare un po’ i range. Non puoi sempre fare check-raise quando hai progetto di colore, vuoi che ci siano dei flush draw sia nel tuo range di check-call sia in quello di check-raise. Quindi decido di continuare e fare call.

Al turn cade un 3 di picche che apre un backdoor flush draw. Faccio check e lui punta un milione: a questo punto decido che è un ottimo momento per rilanciare in bluff. Possiamo avere spesso mani come 5-6, A-5, 3-3, tutte mani che fanno check-call al flop e acquistano valore al turn. Insomma, il mio all-in ha un range bilanciato tra valore e aria.

Lui ci pensa un bel po’ e poi folda KJ di picche: il mio bluff ha funzionato davvero bene, se avesse chiamato sarei stato a rischio eliminazione, invece sono sono salito intorno ai nove milioni di chip.”

 

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