Tuesday, Oct. 27, 2020

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il 8 Lug 2019

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È (quasi) record: 8.569 ingressi al Main Event delle WSOP 2019, il secondo più affollato della storia!

È (quasi) record: 8.569 ingressi al Main Event delle WSOP 2019, il secondo più affollato della storia!

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Il Main Event delle World Series Of Poker 2019 è quasi da record.

Sarà che gli americani ci tengono alle celebrazioni in grande stile, ma quale occasione migliore per avvicinare quell’inarrivabile record che resiste dal 2006, se non proprio quella del cinquantenario delle WSOP?

Tutti i numeri del Main Event

Lo scorso anno gli ingressi furono 7.874, ovvero il secondo Main più affollato di sempre, anche se ben lontano dai fasti del 2006.

In quella mitica edizione furono addirittura 8.773 a presentarsi ai blocchi di partenza, mentre quest’anno il count si è fermato a 8.569, ovvero 205 giocatori in meno rispetto al record assoluto.

Ingressi totali: 8.569

Prizepool generato: 80.548.600$

Ingressi Day1A: 1.334

Ingressi Day1B: 1.914

Ingressi Day1C: 4.877 (record assoluto per una singola giornata)

Late registration Day2 A/B: 100 giocatori

Late registration Day2 C: 344 giocatori

Qualificati al Day2 A/B: 2.483

Qualificati al Day2C: 4.008

Posizioni In The Money: 1.286 (record di premiati per il Main Event)

Payout minimo: 15.000 USD

Primo premio: 10.000.000 USD

Statistiche per gli appassionati

Dopo aver sciorinato i numeri ufficiali, andiamo a vedere un po’ di curiosità sul secondo Main Event con più partecipanti nella storia delle Series.

Valore delle chip in gioco totali: 514.140.000 (record assoluto con starting stack a 60.000 chip)

Paesi partecipanti: 87

Età media dei partecipanti: 41.46 anni

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Giocatore più anziano ai tavoli: Frank Passantino, 85 anni e 247 giorni (eliminato al Day1B).

Giocatore più giovane ai tavoli: Erwin Wiechers, 21 anni e 2 giorni (elimnato al Day1C).

Uomini in gara: 8.219

Donne in gara: 350

Considerazioni

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L’attore e autore Ray Romano in azione al Day2C del Main Event

La sensazione che questo fosse l’anno buono per sfatare il tabù del 2006 era nell’aria sin dal primo flight.

La massiccia affluenza (la più alta di sempre) registrata al Day1C e la possibilità di effettuare la late registration al Day2 hanno alimentato fino all’ultimo le speranze di superare la fatidica quota raggiunta nell’edizione vinta da Jamie Gold.

Sarebbe stata la ciliegina sulla torta al cinquantenario delle WSOP, ma ci si è dovuti accontentare del secondo miglior risultato di sempre, che è comunque un segnale molto positivo per l’ecosistema pokeristico mondiale.

Il poker live è vivo e vegeto, nonostante i cattivi presagi successivi al Black Friday, che davano il giochino per spacciato nel giro di una decina d’anni.

D’altronde le World Series Of Poker hanno fatto di tutto per mantenere alto l’appeal, ingegnandosi tra le altre cose a stare al passo coi tempi.

L’introduzione del big blind ante, la possibilità di effettuare il re-entry circa nella metà degli eventi in palinsesto, il numero di braccialetti più elevato di sempre e l’apertura agli eventi online sono soltanto alcuni degli accorgimenti adottati per migliorare l’esperienza dei partecipanti in base alle esigenze del momento.

La nota dolente risiede invece nella, consueta, scarsa presenza femminile. I numeri del Main Event sono lo specchio di quel che la scena pokeristica è al giorno d’oggi: 8.219 uomini contro 350 donne, ovvero il 4.08% del field totale.

Nonostante siano state fatte innumerevoli ricerche per capire l’attitudine del gentil sesso al Texas Hold’em, pare che l’industria pokeristica debba continuare a lavorare sodo per migliorare questi dati impietosi.

In fondo si tratta di un gioco d’abilità nel quale la prestanza atletica non conta nulla (ok, reggere la pressione per svariati giorni in un torneo qualsiasi non è cosa semplice) e, per quanto alcuni studi mostrino una minor propensione femminile verso tutto ciò che concerne il rischio, di sicuro si potrebbe fare qualcosa in più sia a livello di marketing che in termini di offerta di gioco.

Che poi si possa ampliare il discorso alla parità dei sessi a livello economico, ben lontana dall’esser una realtà sebbene nell’era moderna si faccia di tutto per raggiungerla, questo è un altro paio di maniche.

Tuttavia il rapporto 1 a 25 è un dato che dovrebbe far riflettere seriamente chi sta a capo dell’industria. Una maggior componente femminile ai tavoli da gioco sarebbe linfa vitale non soltanto in termini di liquidità (quindi ottima per il mercato), ma migliorerebbe sensibilmente l’atmosfera nelle sale e nell’ambiente pokeristico in generale.

 

Photo Credits: WSOP

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