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il 26 Feb 2014

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Player statunitensi in estasi: è partito il rimborso dei conti di Full Tilt Poker!

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Player statunitensi in estasi: è partito il rimborso dei conti di Full Tilt Poker!

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Happy end. Nella giornata di ieri è arrivata la conferma che migliaia di player statunitensi aspettavano da tempo: 3 anni e 11 giorno dopo il “Black Friday”, Full Tilt Poker ha iniziato le operazioni di rimborso verso tutti i conti americani della poker room allora gestita da Howard Lederer e Chris Ferguson.

Il Garden City Group, amministrazione legale della poker room, ha inviato a tutti i giocatori coinvolti nella faccenda una mail in cui dichiara di completare tutti i pagamenti entro due settimane82 milioni di dollari, svaniti quel giorno nel nulla, torneranno così nelle casse dei player che, dopo aver aperto la propria casella di posta e scoperto la lieta novella, hanno inondato Twitter con messaggi di giubilo.

Blair Hinkle è letteralmente in brodo di giuggiole: l’americano concluse infatti al secondo posto il Main Event delle FTOPS del febbraio 2011, vincendo oltre 1.000.000$. L’astronomica cifra era interamente rimasta bloccata sul conto gioco ed ora, dopo oltre mille giorni d’inferno, potrà finalmente toccarla e gustarla con mano:

hinkle

Come ricorda lo stesso Hinkle, quel Main si concluse con un deal che gli garantì la fetta più grossa del pay-out, ma, a trionfare fu l’italiano GIAMPP. Come ben saprete, in Italia non è stato possibile restituire i fondi direttamente: Pokerstars, che ha acquistato Full Tilt nel giugno 2012, ha reinvestito i soldi andati perduti in attività promozionali.

I player d’oltreoceano, invece, stanno già pianificando come investire quei soldi che sembravano ormai perduti: una vacanza lontano da tutto e da tutti o un “classico” week-end nei casinò di Las Vegas?

Matt Savage, sembra non veda l’ora di tuffarsi nuovamente nel circuito live americano:

savage

Più “sobrio”, l’High-Staker Justin Bonomo, che si limita a riportare l’incipit della mail ricevuta:

bonomo

D’ora in poi il “Black Friday” sarà soltanto un brutto ricordo, almeno per i giocatori statunitensi.

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