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il 22 Giu 2015

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Il grande bluff di Doyle Brunson: dopo l’addio alle WSOP ci ripensa e partecipa all’evento Super Senior!

Il grande bluff di Doyle Brunson: dopo l’addio alle WSOP ci ripensa e partecipa all’evento Super Senior!

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Alla fine non ha resistito. Seppur con un pizzico di ritardo Doyle Brunson, per molti una leggenda vivente per altri il poker in persona, ha preso parte alla 46° edizione delle WSOP.

In realtà l’aveva anticipato in tempi non sospetti, quando aveva realizzato di non avere più l’età per reggere i ritmi dei tornei:

“Le ore sono troppo lunghe – aveva dichiarato via Twitter – e le giornate finiscono alle 3:30 del mattino” aggiungendo che l’unica possibilità di sedersi ai tavoli di queste World Series poteva essere solamente in occasione del Senior Event.

E infatti così è stato. Doyle Brunson ha fatto capolino nella sala del Rio quando il torneo era già cominciato, annunciando la sua presenza tramite un ‘cinguettio’ sul famoso social network, diventato di recente uno dei suoi canali preferenziali per comunicare col pubblico:

Detto fatto, Texas Dolly ha preso posto assieme ad altri 1532 giocatori – tutti rigorosamente over 64 – all’evento #43, un torneo No Limit-Hold’em riservato ai Super Senior.

Al suo ingresso in sala è scattata l’ovazione, doverosa questa si, per un uomo che ha scritto la storia del poker a partire da quel lontano maggio 1972, quando conquistò il suo primo risultato di prestigio concludendo in terza posizione un Main Event d’altri tempi, con soli sette partecipanti totali.

Oltre quarant’anni di carriera professionistica lo hanno reso memorabile; talmente amato e conosciuto che per recente ammissione di un giocatore high stakes russo dalle parti di Mosca sarebbe più famoso del presidente Obama:

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Il buon Doyle però ha terminato anzitempo il suo torneo, non riuscendo a raggiungere il Day2, complice una mano non andata a buon fine contro Whit Brayton nella quale Brunson mandava i resti sul flop con 4/5 di colore all’asso.

Sebbene non se la senta più di prender parte ai tornei non fa mancare la sua presenza alle partite cash high stakes, nelle quali una manciata di blind valgono quanto l’ingresso alla maggior parte degli eventi inseriti nella schedule WSOP.

Per ora la sua decisione pare irrevocabile, ma chissà che da qui alla fine delle World Series non cambi nuovamente idea lasciandosi travolgere dalla passione per quel gioco che nella vita gli ha regalato tante soddisfazioni.

 

 

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