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il 22 Giu 2017

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“Non sono qui per un ITM, sono qui per vincere!” Tre mani di Doug Polk in bolla all’evento 6-Max da $5.000

“Non sono qui per un ITM, sono qui per vincere!” Tre mani di Doug Polk in bolla all’evento 6-Max da $5.000

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La 48ª edizione delle World Series Of Poker è giunta al giro di boa, e come vi abbiamo già detto si tratta per il momento dell’edizione più affollata della storia.

Inutile quindi sottolineare che di retroscena e di mani ce ne sono da raccontare in abbondanza.

Chi meglio di uno dei professionisti più social, Doug Polk, per aiutarci ad analizzare qualche spot?

Nell’ultimo “vlog” caricato sul canale Youtube del vincitore dell’ultimo High Roller for One Drop, il pro della California scende nel dettaglio di tre mani giocate in piena bolla all’evento #36: $5.000 No-Limit Hold’em 6-Handed, vinto quest’oggi da Nadar Kakhmazov (tra gli ITM, Rocco Palumbo e Dario Sammartino).

Tra le mani analizzate, anche lo spot che vede l’eliminazione di Polk a pochi passi dai premi, ma come lui stesso dice nella descrizione del video: “Non siamo qui per tentare di raggiungere un min-cash. L’obiettivo è metterci nelle condizioni di terminare il torneo al primo posto. È difficile vincere i tornei quando si è scared money” 

Mano #1

Blinds 600/1.200, Doug (71.200 chips) apre 2.600 da UTG con QQ, chiamano i blinds.

Flop: 752 [Pot 7.800] – Check dei bui, Polk c-betta 4.500, BB (143.700) rilancia a 13.200, Polk chiama.

“La size di check-raise è lievemente bassa, su questo board il BB può avere moltissimi draw e decido di chiamare pregando che non escano cuori al turn”

Turn: J [Pot 34.200] – BB bet 7.800, call di Doug

“La size è davvero minuscola, e decido di chiamare. Qui potrei avere colore, qualche set, l’asso di cuori… potrei considerare il fold con QQ, ma la bet è davvero piccola, praticamente 1/4 del pot!”

River 9 [Pot 49.800] – Check di BB, all in 47.600 di Polk e fold del BB.

“Questo river è una carta bellissima perché chiude il flush, e questo spot è molto, molto buono per il giocatore UTG perché posso avere molti nut flush con AKx, AQx, overpair con una carta a cuori, e qualche altra mano con cui posso aver chiuso il nuts. Inoltre il BB non ha molti A con cui check-raisa al flop, più spesso si sarebbe limitato al check-call. Il check-raise è più orientato verso un draw di scala, o two-pair. Io in questo spot potrei avere delle mani peggiori con cui deciderei di bluffare data la size minuscola al turn, ma avrei foldato comunque mani come A-high senza cuori. Vado all in e l’avversario folda, così guadagno qualche chip.”

Mano #2

Blinds 800/1.600, UTG (150.000 chips) apre a 3.500, Doug (146.300) da SB alza a 12.600 con AA e l’avversario chiama.

Flop: 875 [Pot 26.800] – Check Doug, bet 13.000 oppo e call.

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“Una cosa che amo fare su questo genere di board è il check-call, specialmente quando ho backdoor di colore e posso chiamare più serenamente. Con questi stack deep è molto utile anche per bilanciare il mio range di check-call. Questo è un board che si dovrebbe checkare comunque, perché è molto buono per il preflop caller.”

Turn: 3 [Pot 52.800] – Check, bet 20.000 e call di Polk.

“Il turn apre un altro draw di colore a picche. Il mio avversario punta 20.000 e decido di chiamare ancora.”

River: 8 [Pot 92.800] – Ancora check, bet 38.000 dell’avversario con Q9 e call di Polk che si aggiudica il pot.

“Il river paira il board e chiude un possibile colore di quadri. Non sono così contento di ciò, perché ci possono essere mani come KJ che bluffano al flop, ma ho l’A che non è così male. Lui punta 38.000 e alla fine decido di chiamare. Il mio avversario gira Q9, quindi draw di colore, e io porto a casa il pot da quasi 250.000. Non male come primi livelli di giornata!” 

Mano #3

Blinds 1.200/2.400, Polk da BTN (159.700) apre a 5.500 con K10, il BB (250.000) rilancia a 17.500, Doug chiama.

Flop: KJ5 [Pot 36.200] – BB punta 14.000 e Polk chiama

“La size è abbastanza piccola, di poco inferiore alla size di 3-bet, quindi ovviamente chiamo con top pair.”

Turn: 6 [Pot 64.200] – Villain punta 36.000, ancora call di Polk

“Ancora una volta il plan è abbastanza standard, mi limito al call senza inventare nulla.” 

River: J [Pot 136.200] – BB va all in per 185.000, Doug con 92.200 chiama e perde contro l’AA dell’avversario.

“Il Jack è una carta interessante perché nel nostro range ci sono mani da J-10 a J-A (anche se non le chiameremo tutte al turn). Il mio avversario mi chiede quanto ho, ed ero più o meno ad 80-90.000, e va all in. La sua mossa è particolare, sta praticamente dicendo di avere A-A, o forse K-J, oppure 5-5 o 6-6, perché un Jack difficilmente avrebbe puntato su due strade, sarebbe troppo ‘thin’. Nel nostro range da BTN invece possiamo avere molti Jack, oltre che gli stessi K-J, 5-5 e magari 6-6, e la domanda che potreste farvi è: ‘Se hai tutte queste mani forti nel range, perché dovresti chiamare con il K?‘. Sicuramente molti K vanno foldati qui, ma dobbiamo considerare che abbiamo un range di fold già grande che comprende tutte le Q-10, gli A-X suited, e se foldassimo tutti i nostri K il nostro range di call non sarebbe sufficiente a negargli le possibilità di bluffare. La domanda quindi diventa ‘Quali K è meglio chiamare?‘ e la risposta è difficile anche perché non è facile stimare il vero range di value del nostro avversario (A-A è un po’ troppo ‘thin’, A-K sarebbe orribile perché blockera gran parte del nostro range…). Diciamo che K-Q sarebbe forse meglio di K-10, ma è abbastanza? Non lo so. K-10 è sicuramente meglio di mani come K-7 suited, ma non so se vorrei arrivare al river con mani che blockerano dei suoi possibili backdoor di scala, così come non vorrei K-X di picche. Lo spot qui è abbastanza sottile, ma infine decido di chiamare e perdo contro l’AA dell’avversario. So che molti diranno che la mano fa schifo perché in bolla avrei potuto foldare, ma non sono qui per un piccolo ITM, io voglio vincere il torneo e se avessi vinto il pot avrei avuto un ottimo stack in zona bolla che mi avrebbe sicuramente avvantaggiato.” 

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