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il 23 Lug 2017

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Main WSOP review: Saout chiama con trips il push di Blumstein ed esce in quinta posizione

Main WSOP review: Saout chiama con trips il push di Blumstein ed esce in quinta posizione

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Era sicuramente uno dei finalisti più attesi, anche noi lo avevamo segnalato tra i player da tenere d’occhio nel Social Blog del Day6 di Dario Sammartino al Main Event WSOP.

Tanto più che Antoine Saout aveva già toccato con mano l’emozione del tavolo finale più importante del mondo, e non una ma due volte: nel 2009, dopo essere diventato November Nine, il francese chiuse infatti in settima posizione il Main Event del WSOP Europe Londra, e poco più di un mese dopo arrivò terzo a Las Vegas per una bella moneta di 3.479.670$.

Vista la sua esperienza, la mano che ha sancito l’eliminazione di Saout ha sollevato qualche critica in seno alla comunità pokeristica.

Eccola nella grafica che abbiamo realizzato per la nostra pagina Facebook:

Al river il francese deve decidere cosa fare su un call da dentro o fuori di quelli che spostano bei soldini: la quinta posizione paga infatti 2 milioni di dollari tondi, già la quarta permette di incassare 600.000$ in più.

Sicuramente la combo di Blumstein è di difficile lettura per Saout. E probabilmente il francese, dopo il check flop dell’avversario, tende a escludere dal suo range draw di fiori che verosimilmente gli avrebbe fatto pagare dopo le tre carte comuni.

Al turn Saout trova anche un flush draw 2nd nuts, e checka perchè crede che bettando molto spesso farebbe uscire l’avversario dalla mano.

Sulla bet di Blumstein, vista la condotta dello spot, il call è assolutamente standard. Qui molto probabilmente il francese ha già deciso la sua linea.

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E infatti, dopo il trips trovato al river, Saout checka di nuovo, evidentemente per spingere l’avversario a volerlo outplayare.

A questo punto il pot è di 23,1 milioni e Saout ha ancora 26,1 milioni davanti: il push di Blumstein è assolutamente standard e mette il francese in una situazione spigolosa.

Davanti a una bet piccola, sizata ad hoc per estrarre valore, probabilmente un giocatore del calibro di Saout avrebbe trovato la forza di foldare.

Ma da giocatore online di lungo corso Blumstein conosce bene l’arte della deception e sa che per far overthinkare l’avversario e spingerlo a pagare da sotto il push è l’unica action possibile.

E il copione in effetti si sviluppa esattamente come immaginato dal neo campione.

Saout esce in quinta posizione e con i due milioni di dollari vinti diventa il secondo giocatore francese più vincente di sempre con uno score in tornei live di 7,5 milioni di dollari.

Ma forse, se il francese avesse pensato a quanti bluff ha mostrato Blumstein nell’incredibile percorso che lo ha laureato campione del mondo 2017, la mano sarebbe potuta andare diversamente.

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