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il 3 Ago 2018

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Il lupo solitario Bryn Kenney: “Non parlo di mani e non chiedo consigli, sono già il migliore al mondo”

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Il lupo solitario Bryn Kenney: “Non parlo di mani e non chiedo consigli, sono già il migliore al mondo”

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Per essere grandi giocatori di poker, bisogna credere fermamente nelle proprie capacità.

Questo è un consiglio utile per tutti o quasi. Ci sono infatti dei campioni come l’americano Bryn Kenney che non hanno certo bisogno di una ulteriore iniezione di autostima per migliorare…

Sentite infatti cosa ha raccontato Kenney ai colleghi di PokerNews dalla location coreana di Jeju, durante le ultime Triton Super High Roller Series:

Voglio diventare il numero uno di sempre. Mi piace il poker, mi diverte girare il mondo, volare in business class, soggiornare nei migliori hotel e giocare ai più alti livelli contro i giocatori più bravi e intelligenti. È davvero divertente. Il denaro è figo, ma io penso ad altro. Mi basta avere i soldi da spendere e poter aiutare la famiglia. I soldi mi interessano solo per quello. Non penso sempre ai soldi quando gioco“.

L’ambizioso Kenney dovrà darsi da fare però, ora che Justin Bonomo comanda la All Time Money List con oltre 40 milioni di dollari incassati. Kenney al momento è nono con quasi 25 milioni vinti in tornei live.

Eppure da tempo Kenney si considera il migliore al mondo: “Sono pronto a scommettere su me stesso in qualsiasi momento. Sono sempre confident. Ovviamente ci sono tanti altri bravi giocatori come Stephen Chidwick, Sam Greenwood, Mikita Badziakouski. Negli high roller del resto ci sono i migliori al mondo più qualche amatore“. Kenney a Jeju non ha ottenuto risultati ma è convinto di aver giocato meglio di tutti.

È talmente sicuro delle proprie capacità che non ama aprirsi agli altri colleghi in fatto di tecnica: “A dire il vero sono un lupo solitario in questo mondo del poker. Tutti gli altri parlano di mani, hanno gruppi su Skype, chattano su WhatsApp, condividono strategie e letture. Io gioco a poker da solo e gioco la mia versione di street poker.

Cinque o sette anni fa parlavo di poker maggiormente con la gente. Ma ho realizzato subito che il mio approccio al gioco e i miei pensieri erano molto differenti. Non volevo rinunciare ai miei processi mentali. Ora non parlo con nessuno delle mie mani e non chiedo consigli o altro“.

Kenney sembra immune perfino alle bad beat: “Se vado in un posto per giocare, gioco. Faccio sempre re-entry. Al massimo aspetto la fine delle registrazioni se il torneo non è grandioso. Di solito non spendo più di tre buy-in, quindi se vengo bustato due volte aspetto l’ultimo minuto per pagare la terza iscrizione. Mi rilasso un attimo“.

Kenney si fa notare anche per il suo abbigliamento. Al Main Event di Jeju si è presentato con un accappatoio mentre al Super High Roller Bowl dell’Aria di Las Vegas indossava un kimono.

A riguardo spiega: “Mi piace stare comodo e concentrato durante un torneo. Da giovane indossavo sempre pantaloncini Nike e magliette larghe. Poi ho cominciato a vestirmi un pochino meglio. Il kimono lo tengo per le occasioni speciali. Adoro il Giappone, ci vado a mangiare e fare shopping appena posso.

Mi piace molto anche la Corea. Sono stato a Seoul diverse volte. Mi piace la nightlife, la gente e un po’ il cibo. È anche un bel posto per giocare a poker. Preferisco Jeju a Macao“.

Per quanto riguarda le Triton SHR Series, Kenney spiega di non avere grande feeling con lo Short Deck: “L’ho giocato in Montenegro e sono uscito alla prima mano. Ho giocato in tutto otto mani pagando tre buy-in. Comunque ho intenzione di migliorare anche se gli altri pensano di conoscere la variante meglio di me. Se c’è un gioco di carte e un gruppo di persone che partecipa un torneo, io ci sto. Amo il poker e voglio che il movimento cresca il più possibile“.

Kenney è ambasciatore della room GGpoker sulla quale dice: “Abbiamo molte partite cash importanti a limiti 100/200$. Non permettiamo l’uso dei software. I pro così non hanno troppa edge. È un sito divertente rivolto agli amatori. Voglio che i giocatori siano felici“.

 

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