Friday, Dec. 13, 2019

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il 15 Nov 2019

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Il mondo visto con gli occhi di Charlie Carrel: Ma che combina ogni volta con 7 e 3 off suited?

Il mondo visto con gli occhi di Charlie Carrel: Ma che combina ogni volta con 7 e 3 off suited?

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Ci ha messo quasi tre mesi ma alla fine ci è riuscito.

Charlie Carrel ha cominciato a pubblicare il V-log della sua avventura al Main Event del PartyPoker Millions di Rozvadov, dove lo scorso agosto ha centrato un buon 7° posto per circa 130mila euro di premio, ed è riuscito nell’impresa di fare un V-log peggiore di quello del collega Daniel Negreanu…(ovviamente si scherza, keep it up DNegs!)

Non ce ne voglia il suo videomaker che anzi, con le sue chicche riesce a sopperire alla carenza di contenuti.

La domanda che ci siamo fatti dopo i 18 minuti abbondanti di video è stata: perché Charlie, era davvero necessario?

Vita da High Roller

Il torneo è terminato, Charlie fa un giretto tra i tavoli e scambia qualche parola con alcuni giocatori, tra cui l’amico Ben Heath, col quale si intrattiene per qualche minuto a raccontare la mano che l’ha lanciato nel count:

Siamo in dinamica CO/SB, io apro con Coppia di Dieci e SB tribetta…Chiamo. Il flop è J-10-8 con due Picche e dopo il suo check punto 7.5 milioni su pot da 21 circa e lui comincia a tankare. ‘Se shova ha sempre A-Q suited o coppia di Jack, non shovare, non shovare…’ All-in. (l’avversario in questione è Marek Ledvina ndr.)

Eravamo primo e secondo in chip, alla fine ho chiamato e ha girato K-J off! Al turn  è cascato anche l’Asso di Picche e al river un 3 a completare il flush draw…

E lui?

Non aveva Picche ovviamente…E’ pazzesco credo di aver chiuso con qualcosa come 50 milioni in più del secondo, ora non resta che giocare fino alla prossima eliminazione per il tavolo finale a 8.

Trash hand, che passione

La seconda parte del video – quasi due terzi a dirla tutta – comprende alcune mani giocate nella fase 9-handed, prima della composizione ufficiale del final table.

E se nella prima circostanza, in uno spot giocato contro Roberto Romanello, l’action è piuttosto standard nonostante il float con K-T al flop, nelle tre successive Charlie mostra come non giocare 7-3 in un torneo di poker live.

Prima una double barrel in dinamica BTN/SB, con l’avversario che chiama in entrambi i casi  su 9 2 8x 9x 2x e vince il piatto con 8 10 dopo il check di entrambi.

Poi una tribet – almeno stavolta erano suited – contro l’avversario alla sua destra che snap-shova con coppia di Kappa e infine un’open da CO che finalmente va in porto.

Il vantaggio in stack e la fase bolla possono giustificare le scelte di Carrel, sulle quali non vogliamo esprimerci, quel che non capiamo è perché occupare metà Vlog con un racconto piuttosto scarno e decisamente poco accattivante.

L’atto  finale spetta al colpo tra Jozsef e Romain che manda tutti al final table, cui segue uno spezzone di chiacchierata col vicino di stanza prima di andare a dormire.

Eppure…

Eppure Carrel ha un discreto seguito e tutti gli strumenti per diventare uno Youtuber di successo.

Tuttavia il livello di coinvolgimento raggiunto dai vari Doug Polk, Joe Ingram o dallo stesso Daniel Negreanu è lontano anni luce da quello che emerge dal Vlog del buon Charlie.

Non sappiamo poi quale fosse realmente il suo obiettivo, né se questo Vlog rispecchi esattamente le sue intenzioni. D’altronde, come si può notare dai commenti sparsi sui social, Carrel è sempre sembrato molto aperto a ricevere i feedback dei suoi follower ed eventualmente rimettere in discussione quanto cominciato a fare.

Il risultato di questa virtuosa interazione è però spesso un prodotto poco avvincente rispetto a quello offerto dai suoi “rivali”, prima al tavolo da gioco e ora anche su Youtube.

Nonostante la nostra opinione non sia tra le più entusiastiche, ci auguriamo che sempre più giocatori comincino ad uscire allo scoperto e raccontare le proprie esperienze attraverso un blog o una serie di video pubblicati in rete.

Il movimento pokeristico ha bisogno anche di storie per sopravvivere, perché è grazie alle storie che nascono i miti. E quando esiste un mito capita pure che qualcuno provi ad emularlo e alla fine ci riesca pure…

Giusto per dirne una, un certo Dario Sammartino è cresciuto col mito di Dario Minieri e GUARDATE UN PO’ FIN DOVE E’ ARRIVATO…

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