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il 24 Ott 2016

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Thinking Process – ‘Actaru5’ trasforma mid value in bluff: “Aumento la size per avere maggiore fold equity”

Thinking Process – ‘Actaru5’ trasforma mid value in bluff: “Aumento la size per avere maggiore fold equity”

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Dopo lo sbalorditivo Thinking Process offertoci da “EagleSupport”, siamo tornati a railare i tavoli Zoom NL50 di PokerStars alla ricerca di qualche spot degno di cronaca.

Lo spunto, quest’oggi, ce l’ha però offerto in prima persona il Team Pro Online della room della picca, “Actaru5“, che ha boomato un’interessante mano giocata ai tavoli Fenice.

Apertura a 1€ di Utg (Stack 67€), tribet 4.50€ di bottone (stack 84.50€), cold-call di Actarus da small blind con 66, call anche per or.

Flop: 453. Triplo check.

Turn: J. Lead out 8.73€ Actaru5, passa utg, chiama bottone.

River: J. Check Actaru5, bet 8€ (< 1/3 pot) bottone, all-in 83.96€ di Actaru5 (!), fold di oppo.

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Ascoltiamo dunque il Thinking Process che ha indotto il grinder mascherato a trasformare il suo mid value in bluff:

“La mano è giocata contro unknown. L’esperienza mi insegna che i tentativi di trapping con una linea del genere allo scopo di stakare l’avversario hanno davvero poco successo. Anche gli amatoriali più allegri ci pensano bene prima di mettere 140bb in un call, una volta che siano uscite tutte le carte, e l’avidità di solito non viene premiata. Non foldo preflop, anche se giocherò OOP la mano. Lo spot è un po’ deep, ed entrambi gli avversari sono sconosciuti. Non mi aspetto troppe riaperture del gioco da parte di OR. Quindi sono contento di avere buonissime probabilità di vedere il flop. Flop discreto, con la coppia e bilaterale. E’ una coppia che non batte nessuna pocket pair, ovviamente, ma ha pur sempre un po’ di valore di showdown. Il flop va liscio con un giro di check, e punto sul J al turn, circa 2/3 del piatto, ricevo un call da parte dell’avversario sul bottone. Qui ovviamente il J può esserci, ma il secondo sul river diminuisce la probabilità di trovarlo. Un punto indicativo è la size che incontro dopo il check, di circa 1/4 del piatto. Come dicevo, in questo spot, se mi ritrovo con A-J, 3-3, 4-4, 5-5, non sono abituato a vedere l’avidità premiata, ma comunque ho del valore, posso pur sempre chiamare. Tendenzialmente l’avversario non punterà A-K con questa size, e anche con missed flush la size sarà tendenzialmente più alta. Credo che sul flop possa aver mancato la c-bet con 77-TT piuttosto che non con QQ+. E in effetti qui non cambierebbe poi tanto, se vuole chiamare farlo con 77 o AA non sposta di tanto le cose. Però è lecito aspettarsi che un possibile amatore abbia più ‘difficoltà emotive’ a passare Q-Q+ di quanta non ne abbia a passare una coppia di 9. E qui credo di trovare da 7-7 a 10-10 davvero spesso. Credo il call non porti con sé tonnellate di EV. Di contro, mi serve una buona fold equity per avere un profitto nello shove, l’avversario dovrà passare infatti più di 2/3 delle volte. Ed è quello che mi aspetto. In questo scenario, anche un ipotetico Q-J, J-T potrebbero incontrare delle difficoltà nel call (il che è lontano dall’aspettarsi un fold il 100% delle volte, ma le mani indicate sembrano incompatibili con la size). Alla fine, la memoria ricorda call a uno shove così ampio giusto dai full e dalle scale (che non avrebbero probabilmente giocato così), quindi posso essere confident di avere una fold equity altissima. La size è importante, perché c’è un cutoff (il limite oltre il quale la fold equity diventa massima) nel call, che sicuramente viene ‘triggerato’ dall’abbondanza.”

Nice TP, Actaru5! E voi, che ne pensate? Vi piace il check/raise all-in river per far foldare un ipotetico 8-8? O avreste scelto un’altra size per non polarizzarvi esageratamente? Ditecelo sulla nostra pagina Facebook!

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