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il 19 Dic 2014

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La metamorfosi del Texas Hold’em secondo Luca Moschitta: “I nuovi fish sono i reg con leaks”

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La metamorfosi del Texas Hold’em secondo Luca Moschitta: “I nuovi fish sono i reg con leaks”

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Che il Texas Hold’em sia un gioco in costante evoluzione non è certo una notizia dell’ultim’ora.

Chi ha approcciato questo gioco meraviglioso agli inizi del suo boom online, non può esimersi dal constatare le enormi differenze rispetto al passato.

Le stesse mosse che i regular definivano ‘standard’, a distanza di un anno possono diventare soltanto un dolce ricordo.

Perché non dimentichiamoci che il Texas Hold’em non è strategia pura, ma prima o poi fare i conti con la dea bendata.

L’obbiettivo di ogni professionista è quello di elaborare una tecnica di gioco che sia in grado di ridurre al minimo l’aleatorietà.

Una tendenza che in modo quasi inconsapevole si contrappone all’atteggiamento di chi ha meno esperienza al tavolo: infatti laddove la strategia viene meno, si ricorre all’ìntervento del cosiddetto ‘fattore C’.

Tuttavia anche i ‘fish’ hanno evoluto il loro modo di giocare: sebbene raggruppare in un unico insieme le loro mosse sia sempre un errore, i giocatori occasionali hanno comunque cambiato approccio, evitando alcuni errori grossolani che ne caratterizzavano il loro stile di gioco.

Per capire meglio alcuni aspetti di una questione così controversa abbiamo chiesto il parere a Luca Moschitta, uno dei top player italiani più esperti a discapito della sua giovane età.

A dir la verità non ho mai catalogato i giocatori meno forti per le loro mosse in senso di ‘action’, piuttosto per le loro scelte in termini di EV. Sicuramente quello che è sotto gli occhi di tutti è che ci sono sempre meno giocatori che fanno errori ai tavoli. Da un lato qualche amatore che prima giocava ora ha smesso, dall’altro chi magari non eccelleva nel gioco oggi ha imparato quantomeno a difendersi in modo più efficace“.

Sicuramente uno dei vizi più difficili da estirpare è la tendenza a giocare alcune mani marginali senza rendersene conto, ignorando completamente l’importanza dell’utilizzo di un range adeguato a seconda della situazione. Ma come conferma lo stesso Luca:

“Probabilmente oggigiorno bluffano un po’ meno. Come dire, il fuoco lo tocchi una volta, la seconda sei avvisato e sai che potresti bruciarti”.

Di ‘fish’ ai tavoli se ne incontrano di ogni tipologia, specialmente online:

Sulle room ‘dot com’ vedo giocatori andare ai resti preflop con mani assurde in un pot 3 way, o altri che si inventano mini raise in 3bet con mani marginali. Su quelle italiane non è raro trovare un avversario che chiama tre strade con bottom pair, senza mai avere idea di dove si trovi nella mano. Insomma ce n’è per tutti i gusti, ma assimilare questi comportamenti in un filone unico è pressoché impossibile“.

Sicuramente l’entità del buy-in diventa una discriminante non da poco, un filtro che scoraggia gli avventori dal lanciarsi in partite non alla loro portata:

Ultimamente sto giocando sia live che online in field che regalano poco o niente…l’unica cosa che posso dire è che contro un ‘fish’ esiste un solo modo profittevole per giocarci contro: la strategia ‘Small Ball’. Reg vs reg invece è possibile usare armi diverse ed inventarsi qualcosina in più“.

Una cosa è sicura, anche i giocatori con meno skill hanno capito che nelle fasi iniziali del torneo non conviene investire troppe chip con un punto debole in mano:

Parlando di ‘fish’ una distinzione sensata potrebbe essere relativa alle diverse fasi del torneo. In early stage è davvero difficile trovare qualcuno disposto ad investire 200 BB senza la mano migliore. Qualche anno fa mi capitava di vedere alcuni giocatori mettere preflop 100 – 200 BB ad inizio torneo con mani come AK, JJ o QQ, oggi invece è una rarità. In generale diventa davvero difficile stilare una lista degli atteggiamenti errati al tavolo perché i leak sono davvero tantissimi e diversi tra loro. Dal ‘fish’ che non sa giocare con 20 BB a quello che presenta un VPIP volountary put money in the pot – del 10% da bottone, passando di chi ha il ‘vizietto’ di chiamare troppo spesso fino al river: insomma ognuno ha il proprio tallone d’Achille“.

Tante pecche per altrettanti giocatori, che a loro modo potrebbero portare dei vantaggi se individuate con attenzione:

In fondo non esiste un giocatore che non abbia un difetto exploitabile. Una cosa però è certa, quando si giocano field abbastanza tosti, come quelli del WPT o dell’Ept per quanto riguarda il live, o i tornei ad abi  90 in su sulle room ‘dot com’, non si pensa mai di trarre profitto giocando solo contro i giocatori amatoriali. Spesso l’attenzione di ogni giocatore esperto si sposta sui reg con qualche ‘leak’anche questa categoria di giocatori ci consente di avere un edge

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