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il 4 Giu 2012

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WSOP 2012 – Cosa c’è nei corridoi del Rio? (volume 1)

WSOP 2012 – Cosa c’è nei corridoi del Rio? (volume 1)

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Dal 2005 le World Series Of Poker si sono spostate dal Binion’s al Rio, ormai da anni considerata la casa dei campionati del mondo di poker. Quando tale Chris Moneymaker, nel 2003, grazie a un satellite di 39$ se ne portò a casa due milioni e mezzo vincendo il Main Event, le WSOP videro un boom: quel torneo ebbe 839 partecipanti, l’anno dopo furono 2.576, l’anno dopo ancora 5.619 toccando il picco nel 2006 con ben 8.773 concorrenti nel solo ME.

In decine di migliaia ogni anno si recano a Las Vegas per giocarle, e le WSOP sono diventate “Una vera e propria macchina da soldi”, come la definisce Max Pescatori: non solo tornei di poker, ma anche merchandising, servizi, stand, prodotti di ogni genere che in qualche modo sono legati al poker, anche se a volte c’entrano davvero poco. I corridoi sono l’apoteosi del marketing che ne è nato, e talvolta possono presentare aspetti davvero curiosi.

MASSAGGI – Il servizio più “normale” che si può trovare alle WSOP è quello dei massaggi, lo stesso che siamo abituati a vedere nei circuiti nazionali ed europei, dove le massaggiatrici (e a volte anche i massaggiatori) si recano ai tavoli per rilassare i giocatori. Qui al Rio, oltre a questo servizio, troviamo anche due centri massaggi ambulanti allestiti nei corridoi: semmai qualcuno ne avesse bisogno al volo. Voi vi fareste fare un massaggio nel bel mezzo del corridoio? Non che il tavolo da poker sia un palcoscenico tanto diverso. Ma effettivamente sono in pochi a fermarsi.

LIBRI – Knowledge is power, e alle WSOP è possibile trovare davvero un’ampia scelta di testi, dai vecchi Harrington e Super System, passando per i libri di Miller e Sklansky fino ad arrivare a titoli che in Italia ancora non hanno visto luce. Alcuni sono curiosi, come quello che tradotto recita: “Imparare a giocare a poker e dormire fino a mezzogiorno”. Prezzi? Il 2×1 si trova spesso, qualche titolo sta anche a 5$ e tanti autori non li ho mai sentiti nominare. E la bancarella vende anche dei card protector in stile americano.

TAVOLI TELEVISIVI – Quanti di voi hanno sognato di giocare un tavolo televisivo? E quanti di voi sarebbero disposti a pagare 250$ per farsi riprendere mentre giocano un Sit and Go insieme ai propri amici? Ok, non è proprio la stessa cosa, ma mica possiamo finire tutti su Italia1. Innovativo servizio proposto agli stand di queste WSOP è proprio questo: per meno di trecento dollari potrete essere ripresi mentre giocate il vostro “tavolo finale”, con tanto di hole cards, regia, interviste e profili dei partecipanti proprio come siamo abituati a vedere il poker in TV.

UNA GOCCIA – Letteralmente, “One Drop”. E’ l’iniziativa umanitaria che accompagna queste World Series Of Poker e dà il nome al torneo col buy-in più grande di tutti i tempi: il Million Dollar One Drop, come dice il nome, prevede un costo d’iscrizione pari a 1.000.000$, di cui 111.111 saranno devoluti per combattere il problema dell’acqua nel nostro pianeta, dove “Almost a billion people” non ha accesso ad acqua potabile, questione che porta alla morte di un bambino ogni venti secondi. Slogan come “Non c’è sempre un river” (river significa fiume) vogliono sensibilizzare le persone verso la questione. Un’altra frase a effetto è quella che spiega quanti litri d’acqua servono a produrre una bottiglia di plastica, seguita da “Help us to beat the odds”: a noi della stampa è stata regalata una bottiglia riempibile con un filtro che rende l’acqua di rubinetto potabile, pura come quella che compriamo al supermercato, con l’obiettivo di risparmiare soldi e risorse producendo una bottiglia di plastica in meno ogni volta che beviamo un litro e mezzo d’acqua.

(to be continued …)

 

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