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il 26 Feb 2016

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I primi passi nel poker di Salvatore Bonavena

I primi passi nel poker di Salvatore Bonavena

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Dopo aver approfondito gli esordi nel mondo del poker di molti giocatori new school come ‘90giuda90‘ o 0 ‘ANTIREGS87‘, cambiamo generazione e scopriamo come è cominciata la carriera dei professionisti della vecchia guardia.

Ai nostri microfoni si trova uno che senza timore potremmo descrivere come una pietra miliare del poker italiano: Salvatore Bonavena, il primo giocatore italiano ad aver shippato un Main Event EPT, imitato -per ora- solo da Antonio Buonanno.

La carriera del pro di Campione comincia nel 2006, quando molti di noi nemmeno conoscevano le regole del gioco… A quei tempi del resto nemmeno lui era molto ferrato in materia:

“Ho conosciuto il gioco in televisione, credo su Sport Italia, nel 2006 e mi sembrava un gioco simile alla telesina, ma che avrebbe avuto un certo successo perché si era meritato il piccolo schermo, quindi mi sono informato ed ho scoperto che a Milano c’era già gente che ci giocava da tanti anni. Allora ho partecipato a quello che credo sia stato il primo torneo di Luca Pagano a giugno dello stesso anno dove ho conosciuto un po’ di persone, tra le quali Cirianni che mi ha portato a Nova Gorica dove ai tempi c’erano i migliori giocatori che si potessero trovare in circolazione. Lì poi ho conosciuto Roberto Villa che mi ha portato nel circolo del bridge qui a Milano, dove ho conosciuto altri grandi giocatori come Claudio Rinaldi, Mattia Pozzi, e tanti altri.”

A quei tempi non c’era ancora la “cultura tecnica” dei nostri tempi, non era così semplice imparare a giocare. Bisognava dotarsi di buon orecchio, buon occhio e tanta, tanta pratica:

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“Rubavo con gli occhi e ascoltavo sempre i giocatori che ho conosciuto alle trasferte e al circolo per migliorare, uno di quelli che mi ha dato i più grandi consigli è stato Roberto Villa, che mi ha aiutato molto nell’Omaha, gioco nel quale mi applicavo molto di più, mentre l’Hold’Em lo imparavo sul campo diciamo… A quei tempi era così, non faceva molta differenza a cosa si giocava! Poi è divertente che l’Italia è andata in senso contrario, i primi tempi si giocavano buy in molto più alti, non si badava al bankroll. Se qualcuno avesse proposto un Sit&Go da €100 gli avrebbero riso in faccia! Quanto a me non andava proprio benissimo, mi lamentavo per gli scoppi, mi arrabbiavo quando perdevo… Però anche un giocatore che come me non ne sapeva molto riusciva a mantenersi abbastanza bene perché il livello era molto basso, solo il 5% sarà stato bravo (per gli standard dell’epoca).”

Magari ai tempi non sarà andato tutto benissimo, magari si vincevano o perdevano i minimi, ma era solo attesa per il momento di salire sulla rampa di lancio.

“Poi di lì a poco arrivò il vero risultato: un terzo posto ad un torneo da €2.000 a Venezia, che segnò praticamente la svolta della mia carriera. A breve distanza arrivò Praga che fu davvero la realizzazione di un sogno. E così cambiò anche un po’ la mia carriera pokeristica diciamo potevo stare molto più tranquillo, essere molto più rilassato ero più fiducioso nei miei mezzi e ho raggiunto tanti traguardi. Ho fatto tanti errori in carriera, in molti tornei so di aver sbagliato, ma non mi lamento, that’s poker. Ora le cose sono un po’ più difficili è vero, ma come pro di Campione devo dire che mi trovo molto bene lì, sia a livello location, che a compagni di team e anche come palinsesto tornei, che seguono il rapporto buy in basso – montepremi alto che adesso va per la maggiore.”

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