Friday, Oct. 22, 2021

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il 10 Dic 2015

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Il futuro dei grinder: Davide ‘sheah18’ Nardelli pronto a lanciarsi nel trading

Il futuro dei grinder: Davide ‘sheah18’ Nardelli pronto a lanciarsi nel trading

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Qualche mese fa vi abbiamo presentato Davide ‘sheah18’ Nardelli, personaggio che molti di voi probabilmente conoscevano già, chi come reg del NL100/NL200 su PokerStars, chi per i video didattici sulla sua pagina Facebook, e chi ancora per i suoi percorsi di coaching, che hanno indirizzato sui binari giusti molti giocatori perdenti.

Alla fine dell’intervista però emerge che nei piani futuri di ‘sheah’ il poker è destinato a farsi da parte per dare più spazio alle sue ambizioni lavorative, che mai ha trascurato in questi ultimi anni dove lo studio non è mai mancato.

Notando che il suo obiettivo risiede nel mondo della finanza, materia spesso affiancata al poker, abbiamo approfondito il discorso, aprendo così un nuovo capitolo del nostro ciclo di articoli sui lavori dei poker player... anche se stavolta non si parla di possibilità alternative, ma del futuro del grinder ventiquattrenne:

“Avevo intenzione di giocare un ultimo anno prima di quittare, cioè finché non prendo la laurea specialistica in finanza. L’unica pecca, legata al fatto che fino a oggi per mantenere un certo stile di vita ho sempre giocato a poker, è che non ho mai potuto fare alcun tipo di stage, cosa che solitamente fanno quasi tutti i miei colleghi procurandosi cosi un vantaggio una volta entrati nel mondo del lavoro… ma direi che non me ne pento! (speriamo di non pentirmene in futuro 😀 )”

Ma che cosa vorrebbe fare di preciso Davide? Ce lo spiega lui stesso:

“Vorrei iniziare lavorando in un HFT firm, cioè in una società che si occupa di operare sul mercato con algoritmi proprietari applicando quello che si chiama High Frequency Trading (trading ad alta frequenza)… è un po’ come il multitabling spinto per un player, ma elevato all’ennesima potenza considerando che vengono prese decisioni all’ordine del nano secondo con l’ausilio di computer e connessioni iper sofisticate. Poi magari lavorare in un Trading Desk di una banca di investimento importante fino a raggiungere il sogno nel cassetto di fondare un Hedge Fund (che nella finanza equivale al sogno di un calciatore di giocare nel Barcellona e vincere la Champions segnando il goal decisivo all’ultimo minuto, giusto per spiegare che non è proprio facile!). A Londra circa il 9% delle persone occupate si occupa di finanza e di queste solo il 9% guadagna più di 200.000 sterline l’anno! Quindi non parliamo di soldi facili, in pochi ci arrivano!” 

Approfittiamo del suo paragone HFT-Multitabling per rispolverare il cliché dei punti in comune tra poker e finanza: chi meglio di Nardelli può fornirci una risposta?

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“Esistono assolutamente! Nella società in cui vorrei provare a fare application e colloquio, oltre ad una laurea in economia e qualche master, nel primo incontro ti chiedono di fare cinquanta calcoli a mente in un tempo limitato (es: 0,07*0,4/2). Se ne sbagli uno ti mandano a casa. Inoltre è richiesta un’ottima capacità di multitasking nonché il giusto approccio con i soldi (distaccato il più possibile) e chi gioca a poker è decisamente avvantaggiato da questo punto di vista”

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Con qualche foto intitolata “quello che faccio quando non grindo” Nardelli sottolinea la difficoltà dei suoi studi e l’impegno che ci mette, e ci tiene a consigliare ai lettori di non seguire la stessa strada senza una preparazione adeguata e di non farsi abbindolare da pubblicità di forex o trading che non parlano dei rischi associati a quelle attività.

Dai rischi associati nasce poi una chiacchierata sulla deviazione standard e su concetti della finanza che non sono mai stati applicati al poker… un giorno potrebbe farlo lui dice, ma il tempo perso a scrivere un libro non varrebbe il guadagno delle copie vendute…

Se vi piacerebbe avere quel libro tra le mani ditecelo nei commenti sulla nostra pagina Facebook! Chissà, forse se si accorge che la domanda è alta potrebbe valutare davvero l’idea 😉

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