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il 24 Lug 2019

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È vero che Dan Bilzerian ha inventato lo stile LAG nel poker?

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È vero che Dan Bilzerian ha inventato lo stile LAG nel poker?

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O lo ami o lo odi. Ma è innegabile che si sia ritagliato un suo spazio anche nel mondo del poker.

Torniamo, dunque, a parlare dopo tanto tempo di Dan Bilzerian, il re di Instagram. Di certo vi sarà capitato sotto gli occhi in questi anni qualche suo scatto dove mostra armi, modelle mozzafiato, macchine lussuose o splendide location in giro per il mondo.

Bilzerian non parla spesso di poker e quando lo fa tutti cercano di capire se stia dicendo la verità oppure no. La scorsa settimana si è sbottonato parecchio al True Geordie Podcast, come forse non ha mai fatto prima. In un’intervista di 80 minuti (finita su YouTube) è partito dalla High School e dai tempi in cui ha fatto il militare, per poi sganciare due o tre bombe niente male a tema poker. Ecco cosa ha detto:

Non ho mai voluto finire in TV per mostrare a tutti quando bravo sono a poker. Volevo far credere a tutti di essere un pollo che giocava contro quelli ricchi. È l’unica volta nella vita in cui ho messo da parte l’ego a favore del mio conto in banca. Ho fatto credere alla gente che i miei guadagni arrivassero altrove e che li spendessi nel poker“.

Dobbiamo crederci? O dobbiamo dare retta per esempio a Doug Polk che è sempre stato un detrattore di Bilzerian? Questa storia resterà un mistero. Pensate che l’unico ITM live di Bilzerian secondo The Hendon Mob è un 180° al Main Event WSOP del 2009.

Eppure lui va dritto per la sua strada: “Non me ne frega niente ora di quello che pensano di me. Non volevo fare il grinder professionista per tutta la vita. Ho giocato online durante il college e poi mi sono mosso su altro. Volevo solo sfidare celebrità e produttori. Non mi interessa essere associato ai giocatori di poker, uscire con loro o essere visto con loro. Facevo la parte del ricco idiota e basta“.

Dopo queste parole fa strano pensare che Bilzerian è stato anche ambasciatore di una poker room, la fallita Victory Poker.

L’invenzione dello stile LAG

Entriamo nel tecnico con altre dichiarazioni di Bilzerian da prendere con le pinze: “Quando ho iniziato a giocare a poker, sono stato uno dei primi ad adottare lo stile loose-aggressive che oggi va molto di moda. Sono stato un pioniere.

Era un buono stile per me per molte ragioni. Potevo giocare più mani contro cattivi giocatori; avevo più chances di exploitarli, di essere pagato in grosse mani ed ero meno leggibile“.

Le spiegazioni sembrano convincenti, ma possiamo davvero definire Dan Bilzerian il primo player loose-aggressive della storia? Di sicuro ci sarebbero altri nomi da citare per correttezza.

Qualche anno fa, per esempio, è stato Gus Hansen ad aver rivendicato in un’intervista l’invenzione dello stile LAG. Il danese lo avrebbe adottato tra il 2002 e il 2004 vincendo ben tre titoli nel WPT.

Possiamo forse dire che Hansen ha sdoganato lo stile LAG nei tornei e Bilzerian nel cash game? Difficile da stabilire. Di certo entrambi non hanno paura a mettere i ‘fagioli’ in mezzo al tavolo…

Le altre ‘sparate’ di Dan Bilzerian

Bilzerian continua imperterrito a sostenere di aver vinto grosse cifre grazie al poker. Addirittura rivela di aver alleggerito di 54 milioni di dollari un singolo avversario durante una partita del 2015: “È stato il mio Scarface moment. Avevo sacchi di soldi, mi arrivavano anche dalle scommesse. Facevo soldi ovunque“.

Anche in questo caso c’è da chiedersi quanto ci sia di vero e quanto di inventato. Perché sappiamo che nelle partite private girano cifre astronomiche, ma qui siamo ben oltre i racconti di altre celebrità del poker.

Chiudiamo con una sparata che agli occhi di qualcuno potrebbe azzerare la credibilità di Bilzerian, ma vi invitiamo a riflettere più attentamente sui tempi che corrono… Bilzerian non esclude la sua candidatura a presidente degli Stati Uniti in futuro.

Ce lo vedreste bene al posto di Donald Trump? La storia americana ci insegna a non deridere troppo certe idee. Nel frattempo Bilzerian continua a essere idolatrato da alcuni e odiato da altri. Che ci piaccia o no, come detto, il playboy multimilionario ha comunque il suo ruolo nel mondo del poker.

 

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