Sunday, Aug. 18, 2019

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il 18 Giu 2019

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L’incredibile back-to-back di Adam Friedman al Championship Dealer’s Choice WSOP!

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L’incredibile back-to-back di Adam Friedman al Championship Dealer’s Choice WSOP!

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Quando un giocatore di poker riesce nell’impresa di centrare un back to back è subito notizia.

Tutti quanti sappiamo quanto sia difficile vincere un singolo torneo per via della componente aleatoria presente nel nostro amato giochino, quando poi qualcuno ci riesce due volte di fila sembra quasi assurdo.

Questione di fortuna…O forse no?

Eppure non è un caso che ciò sia capitato in un evento come il Dealer’s Choice, che a detta del vincitore è “Il torneo più difficile tra tutti i 10K presenti alle Series“.

Un motivo in più per esser soddisfatti insomma: “La vittoria di quest’anno ha molto più significato per me rispetto a quella dell’anno scorso. Ripetersi non è mai semplice, specie in un torneo come questo.

Perché il Dealer’s Choice è più difficile degli altri tornei?

Il poker è un gioco a somma zero. Se tutti giocassero alla perfezione seguento la strategia ottimale (per chi non conoscesse nulla sulla Game Theory Optimal il consiglio è quello di dare uno sguardo a questi due articoli cliccando QUI e QUI) l’esito delle partite sarebbe esclusivamente in mano alla varianza.

Motivo per cui nel breve periodo potrebbero esserci sì giocatori più vincenti di altri (così come è possibile che su dieci lanci della monetina esca più volte “Testa” che “Croce” o viceversa), ma nel lungo nessuno vincerebbe o perderebbe un centesimo (gioco a somma zero per l’appunto).

E’ proprio qui che entra in gioco il fattore skill: il poker infatti è un gioco di piccoli vantaggi. Chi riesce ad accumularne in quantità maggiore rispetto agli altri (sia che si tratti di strategia nuda e cruda che di un semplice tell carpito in una particolare circostanza) ha più possibilità di vincere.

Immaginate ora di trovarvi a giocare un torneo all’interno del quale il bottone può scegliere a piacimento uno tra 20 giochi differenti disponibili. Se, come abbiamo potuto constatare nel Texas hold’em, giocare in modo perfetto è pressoché una chimera appannaggio soltanto di un qualche supercomputer, figuriamoci risultare perfetti in 20 diverse varianti!

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In quanti sono in grado di padroneggiare così tante varianti?

Secondo Adam Friedman davvero in pochi. Anzi, a detta sua:

I giocatori contro i quali adoro giocare in questo tipo di tornei sono i classici esperti di No-Limit Hold’em a cui piace sparare delle belle cannonate. Alcuni lo ammetto, sono davvero fenomenali nei giochi in cui hanno più dimestichezza, ma non appena li tiri in mezzo a qualche mano di Badeucy e Badacey mostrano tutte le loro debolezze. Sanno a malapena la strategia di base e nella maggior parte delle situazioni prendergli le chip è facile come rubare delle caramelle a un bambino.

Nei giochi No-Limit potranno anche mantenere tutta la loro edge, ma questo è un Dealer’s Choice e se non ho un buon punto in mano non sono mica costretto a mettere le chip in mezzo. Finché questi non capiranno quanto sia importante capire con quali starting hand affrontare le varianti mi troverò ad accumulare tante più chip di quante loro possono solamente immaginare di vincere nei giochi No-Limit.

Un back to back da leggenda

Per quanto ripetersi sia sempre e comunque difficile, nel poker così come nello sport, il Dealer’s Choice è indubbiamente uno dei tornei nei quali questa eventualità può verificarsi con maggiore frequenza rispetto a un qualsiasi torneo di No-Limit Hold’em.

Per Adam si tratta del terzo braccialetto in carriera, dopo la vittoria nel 5K 7-Card Stud risalente al 2012 e il successo dello scorso anno sempre nel 10K Dealer’s Choice, dove incassò 293.275$. Circa ventimila in meno rispetto ai 312.417$ vinti ieri sera.

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Shaun Deeb, il peggior avversario possibile

Matt Glanz e Shaun Deeb sono stati senza ombra di dubbio i migliori giocatori contro cui mi sono duvuto scontrare nel corso di tutto il torneo. Ho cercato di mantenere la calma e dare il mio meglio, anche quando mi sono trovato chipleader a inizio Day3 e il sogno di vincere nuovamente cominciava a prendere forma.

Ci sono state alcune mani chiave contro Shaun, specie in heads-up. Lui provava a portarmi nella sua zona di comfort, il No Limit Hold’em, nel quale è sicuramente più forte di me…Ma non che io sia l’ultimo arrivato, intendiamoci. Conosco bene il gioco e probabilmente è stato lui a sottovalutarmi in quel frangente più di quanto non abbia fatto io negli altri giochi. Detto ciò, penso che Shaun sia un poker player incredibile, ci siamo trovati a giocare assieme in diverse altre occasioni soprattutto cash game: ricordo una sera in particolare in cui giocavamo il 50$/100$ Stud e lui continuava a vincere una mano dopo l’altra, era inarrestabile.

Parola d’ordine: versatilità

Ho provato a mixare la mia strategia con i giochi Split Pot Draw, sui quali ho lavorato tantissimo negli ultimi 3 anni. Poi ovviamente ho avuto le carte in alcune circostanze specifiche. Non mi sono fatto impressionare dai grandi nomi che avevo al tavolo, in generale non do così tanta importanza al curriculum di chi ho davanti, specie in questa tipologia di torneo. Ad esser onesto ci sarebbero altri nomi che potrei fare dei quali ho assoluto rispetto che nemmeno immaginereste!

E ora gustatevi l’intervista a caldo ai microfoni di Pokernews:

 

Photo Credits: Pokernews

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