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il 22 Lug 2015

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WSOP 2015 – Il bilancio del Pesca: “Annata da sogno, impagabili gli omaggi di Hellmuth e Negreanu”

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WSOP 2015 – Il bilancio del Pesca: “Annata da sogno, impagabili gli omaggi di Hellmuth e Negreanu”

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Nella calda estate di Las Vegas, Max Pescatori ha riscritto per l’ennesima volta la storia del poker azzurro.

Non uno, ma ben due braccialetti in una singola edizione delle World Series rappresentano un’impresa che va oltre ogni logica aspettativa, oltre ogni più spinta immaginazione.

Dopo aver conquistato l’ambito trofeo nel torneo Razz da 1.500$, il pirata italiano si è ripetuto nel Championship (10.000$ buy-in) di Stud Hi/Low:

“Non sono semplicemente le mie migliori World Series, sono le migliori World Series di un italiano ogni epoca! Grazie a questi due successi penso di avere ottenuto il rispetto e il riconoscimento come player da parte dei più grandi di questo gioco. L’inchino di Hellmuth e le congratulazioni via SMS di Negreanu, che pur arrivando terzo allo Stud Hi/Low si è complimentato dicendomi di aver giocato un poker spettacolare e di essermi pienamente meritato il successo, mi hanno fatto davvero felicissimo.”

philo

Phil Hellmuth s’inchina dinanzi a Max dopo il successo nello Stud Hi/Low

Come tutti i grandi campioni insegnano, anche Pescatori sa bene che non bisogna mai sentirsi sazi e promette di tornare ancor più combattivo il prossimo anno:

“Bisogna continuare a studiare e non porsi mai alcun limite. Ci sono sempre nuovi traguardi da raggiungere. Quest’estate la ricorderò per sempre, anche perché il braccialetto nel championship è qualcosa che resterà impresso negli annali. Vincerlo nell’arena principale, dove non avevo mai giocato, con il tifo sincero di amici e colleghi dalle tribune e il supporto degli italiani che mi seguivano in coverage live streaming è stato un momento davvero emozionante. Vincerlo all’ultima carta, proprio come il primo nel 2006, gli ha dato un sapore ancor più speciale.”

Nonostante queste mirabolanti WSOP, il Pesca ammette di avere un pizzico di rancore nei confronti della Global Poker Index, fautrice della nuova graduatoria del Player of The Year delle World Series.

“L’unico piccolo cruccio è legato al metodo di calcolo della classifica GPI WSOP player of the Year. Quest’anno sono stati troppo svalutati alcuni braccialetti ed è assurdo che un dodicesimo posto in alcuni tornei possa valere più i un braccialetto in termini di punteggio. Viene totalmente falsato il senso di questo titolo. E’ chiaro che sono felicissimo così, e mai scambierei il WSOP POY con i braccialetti vinti. In ogni caso a Berlino darò il massimo cercando rimontare in questa graduatoria: è difficile, ma non impossibile. Il 5.000€ Omaha garantirà parecchi punti, ma temo serviranno almeno due grandi risultati per potersela giocare con i primi.”

Il pirata ha ancora fame.

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