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il 13 Nov 2014

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Mark Newhouse: le ragioni della disfatta storica

Mark Newhouse: le ragioni della disfatta storica

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Calato il sipario sul Main Event WSOP, le lodi al vincitore Martin Jacobson si fanno sentire almeno quante le ‘pernacchie virtuali’ ricevute da Mark Newhouse per l’eliminazione al nono posto per il secondo anno di fila.

Una vera e propria ‘disfatta storica’, visto che il giocatore del North Carolina era il primo a raggiungere il tavolo finale del Main WSOP per due volte consecutive dalla nascita dei November Nine.

In tanti, al suo posto, avrebbero preferito giocare un solo tavolo finale del Main WSOP, ma per un risultato migliore e più remunerativo.

Ma quali sono le ragioni di questo doppio nono posto, certo non esaltante, di Mark Newhouse?

Ovviamente, la sua eliminazione è legata indissolubilmente alla singola mano dove ha lasciato l’intero stack a Will Tonking, mano di cui Mark stesso ha elaborato il thinking process subito dopo essersi alzato dal tavolo del Penn&Teller Theatre del Rio Casinò.

La condotta in questo spot è stata criticata dai regular della comunità pokeristica internazionale, ma più per considerazioni legate all’icm che per la mano in sé.

In quel momento infatti Newhouse aveva il quinto stack in gioco, a poche chips di distanza dal terzo e dal quarto. Considerato il vertiginoso prizepool del Main Event, le sue chips in quel momento valevano circa 3 milioni 200 mila dollari.

Dunque ben più di quattro volte rispetto ai dollari vinti con l’uscita in nona posizione. Una condotta più accorta sarebbe stata sicuramente migliore, visto anche il palcoscenico.

Ma da più parti si punta il dito sull’approccio poco professionale che avrebbe avuto Newhouse nei confronti di questo tavolo finale.

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A iniziare dalla scarsa preparazione. Come ha candidamente ammesso nella nostra intervista esclusiva alla fine di ottobre, infatti, da luglio in poi Mark Newhouse non ha fatto altro che rilassarsi, senza giocare e senza contemplare minimamente uno studio approfondito degli altri November Nine o qualche ora di coaching.

Tutto questo mentre gli avversari si affidavano ai migliori coach sulla piazza in vista dello storico appuntamento…

Inoltre secondo alcuni Mark non si sarebbe presentato al Rio Casinò al 100% delle sue facoltà psico-fisiche.

Il Tweet scritto dal giocatore l’8 novembre, giusto prima della partenza per Las Vegas, sembra celare sia un approccio spensierato sia la ragione delle profonde occhiaie con cui è arrivato al tavolo finale, prontamente nascoste dagli occhiali da sole che vedete nella foto in alto:

Divertente, una piccola vacanza. Sto andando a Vegas per l’inevitabile weekend devastante prima di giocare per 10 milioni lunedì.

Sia come sia,  il meno ‘shockato’ da questa disfatta sembra essere lo stesso Newhouse. Certo, il colpo si è fatto sentire. Ma nell’ultimo cinguettio sul suo profilo Twitter, Mark si è detto sicuro che “andrà tutto bene”:

newhouse doppio twitter

 

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