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il 27 Gen 2020

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Isai Scheinberg arrestato a New York nove anni dopo il Black Friday

Isai Scheinberg arrestato a New York nove anni dopo il Black Friday

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Arrestato e poi rilasciato in attesa di giudizio dopo aver pagato una cauzione di un milione di dollari.

Dopo essere stato oggetto di una richiesta di estradizione dalla Svizzera agli Stati Uniti, lo scorso venerdì il fondatore di PokerStars Isai Scheinberg è stato preso in custodia a New York dagli agenti del Federal Bureau Service Investigation.

Davanti al giudice l’imprenditore ebreo-candese si è dichiarato innocente per tutti e tre i capi di accusa che gli vengono contestati a seguito del Black Friday, ossia gambling, bancarotta fraudolenta e riciclaggio.

Secondo quanto riferisce Forbes, il giudice federale che ha in carico il caso,  Olga Zverovich, ha riferito che Scheinberg e il governo avrebbero già trovato le basi per un accordo. Il fondatore di PokerStars, dunque, non dovrebbe rischiare di finire in carcere.

 

La storia

Cresciuto in Lituania, laureato in matematica a Mosca, Isai Scheinberg lavorò per la IBM in Israele prima e in Canada poi, rivestendo un ruolo chiave nello sviluppo e nella adozione dello standard di computazione Unicode.

Parallelamente Scheinberg aveva sviluppato la passione per il poker che nel corso degli anni ’90 lo portò anche a prendere parte al Main Event delle World Series di Las Vegas.

Baciato da una abilità nella programmazione fuori dal comune, agli albori del nuovo millennio Scheinberg decise di fondare PokerStars assieme al figlio Mark scegliendo il Costarica come sede a causa di una legislazione statunitense sul gambling poco chiara.

Se da un lato il vuoto normativo lasciava la facoltà di considerare il poker come un gioco di abilità e non come puro gambling alla stregua delle scommesse, dall’altro la legge statunitense vietava qualsiasi movimento di denaro. Per questo gli Scheinberg trovarono degli escamotage ad hoc per far risultare le operazioni sui conto gioco come normali acquisti online.

 

Il Black Friday

Arriva poi aprile 2011 con il Black Friday che mette alla sbarra le quattro grandi poker room online operanti nel mercato statunitense (PokerStars, Full Tilt, Absolute Poker e UB Poker).

A seguito della chiusura da parte degli investigatori delle poker room, PokerStars restituisce ai suoi giocatori 150 milioni di dollari che avevano depositato nei conti gioco, diversamente da quanto succede con Full Tilt.

Ma per Scheinberg inizia la latitanza e il suo status non cambia anche quando trova un accordo con il governo statunitense per la maxi operazione da oltre 700 milioni di dollari che porta all’acquisto di Full Tilt e che permette ai giocatori di rivedere i soldi depositati.

L’accordo prevede anche che Isai Schenberg non rivesta più alcun ruolo in PokerStars, da qui il passaggio di consegne al figlio Mark che per prima cosa bandisce i giocatori statunitensi.

Nel 2014 poi la società passa al Gruppo Amaya per 4,9 miliardi di dollari. Oggi PokerStars è di proprietà dello Stars Group ed è quotata 4,5 milioni di dollari.

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