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il 7 Ott 2020

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Il call più brutto di sempre al tavolo finale del Main Event WSOP

Il call più brutto di sempre al tavolo finale del Main Event WSOP

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Il poker è come il mondo, è bello perchè è vario: per una mano esistono diverse linee possibili che possono essere tutte ugualmente valide.

Ma al di là di alcune situazioni spinose che lasciano spazio alle opinioni, il poker è anche un gioco a base matematica e quindi molto spesso i numeri nudi e crudi prevalgono sui punti di vista.

E’ il caso della mano che andiamo a raccontare, che senza timor di smentita è il call più brutto mai visto al tavolo finale del torneo più importante del mondo, il Main Event WSOP.

Lo spot è stato raccontato da Mike Sexton prima della dipartita in uno dei suoi ultimi contributi sul blog di partypoker.

 

Il primo tavolo finale del Main Event WSOP con una donna

Era il 1995, proprio l’anno in cui l’Italia diventò campione del mondo di poker per la prima volta grazie al “pioniere” Valter Farina, anche se nello Stivale furono in pochi a saperlo.

Al tavolo finale del torneo più importante delle World Series arrivò per la prima volta una donna, Barbara Enright. Dopo di lei ci sarebbero riuscite solamente Annette Obrestad, ma era un Main Event WSOP Europe, e quest’anno la cinese Wenling Gao che ha chiuso al secondo posto la prima edizione online del Main WSOP.

A pagare i diecimila dollari di iscrizione quell’anno furono in 273. Tra i 27 a premio arrivarono lo stesso Mike Sexton (23°) e una leggenda come Freddy Deeb (17°). Al tavolo finale, oltre alla Enright, si presentarono fior di giocatori come Dan Harrington, che poi si sarebbe laureato campione, Tom Franklin ‘captain’ (oltre tre milioni vinti in tornei live, con il primo in the money risalente al 1983) e Brent Carter.

Proprio da Carter, definito da Mike Sexton “un giocatore top di tornei, che ci crediate o meno” sarebbe arrivato il bruttissimo call.

 

Chi è Brent Carter

Quando piazzò il più brutto call di sempre al tavolo finale di un Main Event WSOP, Brent Carter aveva già in bacheca due braccialetti World Series of Poker: nel 1991 aveva vinto l’evento NLHE da 1.500$ di buy-in, nel 1993 si era laureato campione al 1.500$ Pot Limit Omaha.

Non certo uno sprovveduto, quindi: il suo score parla di oltre tre milioni di dollari vinti in tornei dal vivo, giocando in tempi in cui i circuiti High Roller erano ancora di là da venire e quindi quando era molto più difficile accumulare certe cifre.

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A testimonianza della stoffa di Carter parlano anche i risultati online: nel 2008, a sessanta anni tondi tondi, il giocatore di Oak Park, Illinois, vinse un evento WCOOP su PokerStars lasciando alle spalle 1.732 avversari.

Ancor di più alla luce di tutto ciò, il suo call resta un grande mistero

 

Il call più brutto di sempre

Vediamo subito l’azione incriminata. Il torneo è a cinque left con un payout vertiginoso:

1 – $1,000,000
2 – $519,000
3 – $302,750
4 – $173,000
5 – $114,180

Dopo i fold degli altri tre giocatori al tavolo, Brent Carter completa da small blind. Sul big blind c’è Barbara Enright, che guarda le sue carte, vede una bella coppia di Otto e decide di pushare.

Carter non lascia passare troppo tempo prima di annunciare al tavolo il suo call, poi gira la combo che nessuno si può aspettare:

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“Stentavamo tutti a credere che Brent avesse chiamato per quasi tutte le sue chips con 6-3 – ha scritto Sexton nel suo blog – tutta la sala stava esultando di brutto finchè non vedemmo che Brent aveva floppato i sei e i tre e aveva eliminato Barbara dal torneo. Fu una doccia fredda per tutti noi che la stavamo seguendo. L’intera stanza si riempì di shock e sgomento”

Carter terminò poi il torneo in terza posizione ma con questo call al 20% con scoppio annesso si ritagliò un posto tutto suo nella storia del Main Event WSOP, anche se poco glorioso: a nostra memoria, call così brutti nel tavolo finale più importante del mondo non se ne son più visti.

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