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il 29 Ott 2020

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La mano che perseguita Chris Moorman

La mano che perseguita Chris Moorman

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Il poker è un gioco pieno di sliding doors che danno la stura a tanti ‘senni del poi’.

Ripensare a una mano dall’esito negativo fino a farla diventare ‘un tarlo’ capita non solo ai giocatori alle prime armi ma anche ai professionisti più quotati.

E’ il caso di Chris Moorman: in una intervista al portale PocketFives, il record-man di Triple Crown online ha rivelato di essere ancora ossessionato da una mano che risale a ben dodici anni fa.

 

Una situazione delicata

Lo spot risale nientemeno che alle World Series Of Poker Europe 2008. In quei tempi l’ambasciatore di 888poker aveva accumulato appena tre in the money nella sua carriera di tornei dal vivo: il più consistente ammontava a 5.525$.

Il britannico arrivò alla bolla da chipleader. Al tavolo con lui c’era anche il norvegese Johnny Lodden, un po’ più short ma ugualmente pronto a bullare la bolla.

La situazione era tesa: addirittura un giocatore short si era messo in sitout solo per arrivare a premi visto che mancavano davvero poche eliminazioni.

“Io e Johnny avevamo dei grandi stack, io ero intorno ai 100 bb quando spillai coppia di Re. Ero più che contento di mettere tutte le chips in mezzo finchè non vidi che Johnny aveva coppia di Assi. Fu uno shock data la situazione”.

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Dopo questa mano Moorman restò con 20bb e poteva comunque provare a raggiungere il mini cash di 46k, che come detto all’epoca sarebbe stato il suo premio più grande mai incassato dal vivo. Ma il Destino quel giorno aveva progetti diversi.

 

Rimorsi fatali

Poco dopo infatti arrivò la mano che ancora oggi, a dodici anni di distanza, perseguita il britannico perchè crede che avrebbe dovuto approcciarla in modo diverso da come fece:

“Un giocatore scandinavo parecchio aggressivo aprì x3, come era standard fare all’epoca, e io avevo coppia di Nove. Avevo la ragionevole certezza che questo tizio stesse rilanciando abbastanza largo da rendere il mio re-raise di metà stack profittevole, ma sfortunatamente incappai in un misclick e rilanciai la size minima, offrendogli un prezzo vantaggioso per vedere il flop”.

Carte comuni un Asso, un Re e una Donna ma Moorman non si scoraggiò e provò a piazzare una piccola continuation bet, cui lo scandinavo rispose con un all-in.

“Che disastro – dice – dopo questa mano restai davvero short e poi persi un coinflip, quindi alla fine neanche arrivati a premio a quel torneo, dopo tre giornate e mezzo di gioco e dopo essere stato il chipleader per buona parte della bolla! Dopo quel torneo dovetti aspettare tre anni per vincere in un torneo live un premio più grande di quello che mi sarebbe spettato se fossi arrivato in the money a questo evento WSOPE. Di quando in quando mi chiedo se non abbia buttato alle ortiche la miglior opportunità che abbia avuto di centrare una grossa vincita in un grande torneo dal vivo”

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