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il 27 Ott 2015

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Dietrofront Hellmuth, saltato il coaching di Butteroni: “Mi piacerebbe Merson ma purtroppo non si farà!”

Dietrofront Hellmuth, saltato il coaching di Butteroni: “Mi piacerebbe Merson ma purtroppo non si farà!”

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Tanto rumore per nulla. Dopo l’annuncio in pompa magna che aveva scaldato gli animi della comunità italiana e internazionale, il dietrofront.

Phil Hellmuth non coacherà Federico Butteroni per il Tavolo Finale del Main Event WSOP in partenza l’8 novembre al Penn&Teller theatre del Rio Casinò di Las Vegas e che sarà trasmesso in diretta da PokerItalia24.

E’ il nostro November Nine a spiegare le cause del coaching saltato:

“E’ insorto questo problema con ESPN che di fatto avrebbe impedito a Hellmuth di seguirmi al Day1 dovendo commentare la diretta del tavolo finale per accordi presi con l’emittente televisiva molto prima di me. Questione di integrità di giochi: se fosse stato al mio angolo poteva essere accusato di parzialità al commento”

Per Federico è “un peccato” non avere Hellmuth al suo fianco:

“Il grande vantaggio sarebbe stato avere Hellmuth che mi tranquillizzava e averlo al mio angolo sarebbe stato bello anche per i miei tifosi. Lui è veramente una leggenda di questo gioco e sarebbe stata una buona immagine per il poker. Le poche volte che abbiamo parlato, sia per mail che dal vivo, è emersa la sua statura di campione sotto ogni punto di vista. Poi certo, ha una personalità che si può amare o meno. Ma criticarlo per il gioco live è un po’ come criticare il Barcellona nel calcio. Credo che la sua sola presenza al mio angolo avrebbe esercitato una notevole pressione psicologica sugli avversari, specie nel caso di un mio double-up a inizio giornata”.

A Butteroni chiediamo qualche dettaglio del deal economico poi saltato con Phil:

“Ho visto che sui forum americani parlavano del 15% del mio profit. E’ una cifra che non ha assolutamente senso. Per quanto Hellmuth possa essere ricco credo che già un 5% sia una percentuale esagerata per un coaching, anche se poi ovviamente dipende dall’impegno e dal lavoro messi in campo”.

Federico non si nasconde dietro a un dito e sa bene che il coaching avrebbe dato un incredibile ritorno di immagine allo stesso Hellmuth:

“Lui ama stare di fronte alle telecamere, quindi portarmi al successo a livello mediatico sarebbe stata una cosa fantastica, considerato anche partirò da short stack e che finora non è mai successo che lo short stack sia poi andato a vincere”.

Il Tavolo Finale è davvero dietro l’angolo e Federico ha ora intenzione di andare per la sua strada facendo hand review e studiando gli avversari dai video riassunti ESPN.

Solamente un nome potrebbe farlo tornare sui suoi passi sulla decisione di non affidarsi a un coach:

“Uno dei pochi giocatori con cui cercherei un accordo per farmi coachare, per stima personale e per il gioco che sa esprimere, sarebbe Greg Merson (foto in alto, insieme a Federico alle WSOP Europe Berlino). Ma non penso che si farà perchè comunque è molto incasinato. Peccato perchè ci ho parlato qualche volta e sono convinto che da lui potrei veramente imparare tanto”.

 

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