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il 11 Dic 2020

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Le tre cose del poker che cambierebbe Phil Ivey

Le tre cose del poker che cambierebbe Phil Ivey

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Silenzio, parla il Re. Nella intervista che ha rilasciato di recente a Barry Greenstein, Phil Ivey ha rivelato quali sono gli aspetti del poker che non gli piacciono per niente.

Fedele alla sua immagine di giocatore di poche parole, il player di Riverside non è entrato troppo nel dettaglio. Ma la lista che esce è sicuramente interessante perchè da un lato tocca alcuni nervi scoperti del nostro amato gioco, dall’altro testimonia quale sia l’approccio di Ivey alle questioni di poker.

 

1 – Rendere il poker legale ovunque

Il primo punto elencato da Ivey riguarda la possibilità di giocare nel pieno rispetto della legge in qualsiasi parte del mondo.

A onor del vero è probabile che Phil, snocciolando questo punto, avesse in mente soprattutto gli Stati Uniti, dove regna il caos da questo punto di vista, in particolare per quanto riguarda l’online: al momento solamente in New Jersey, Nevada e Delaware è possibile collegarsi a una poker room online senza infrangere la legge statale.

 

2 – Proibire gli occhiali da sole ai tavoli live

E’ un tema su cui in passato si era speso anche Daniel Negreanu. Per dei vecchi lupi dei tavoli verdi come loro, poter guardare negli occhi una persona offre sicuramente dei vantaggi. Ma è lo stesso regolamento a dire che sarebbe proibito nascondere il viso. Ivey chiede a Greenstein cosa ne pensi:

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“Sono questioni puramente ipotetiche che non succederanno mai, quindi è difficile dare un parere – taglia corto Barry.

 

3 – Zero tolleranza per i comportamenti maleducati nei confronti dei dealer

Il terzo punto è probabilmente quello più sentito dal Re del Poker. Quando lo elenca, l’espressione sul suo viso si fa molto seria:

“Se davvero potessi cambiare qualcosa del poker dal vivo, riguarderebbe gli abusi sui dealer. Credo che ci debba essere tolleranza zero nei confronti dei giocatori che abusano o maltrattano i dealer”

Un punto di vista, questo di Ivey, che non possiamo che condividere.

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