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il 5 Nov 2020

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La mano contro Tony G. in cui Phil Ivey blastò Mike Matusow

La mano contro Tony G. in cui Phil Ivey blastò Mike Matusow

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Se i professionisti di poker riescono a fare soldi con il gioco, è perchè ci sono giocatori più deboli di loro che fanno errori.

Da ciò si capisce la scarsa propensione dei poker pro a far notare agli avversari i loro sbagli: ‘correggerli’ può equivalere a perdere bei punti percentuali di roi, dal momento che in futuro costoro, verosimilmente, eviteranno di ripetere lo stesso errore.

E’ la ragione per cui il cosiddetto ‘freecoaching’, ovvero dare lezioni e/o consigli di gioco gratis, non è visto bene dai professionisti. Di casi ce ne sono tanti: giusto un paio di anni fa, per esempio, Doyle Brunson disse a Daniel Negreanu di smetterla di freecoachare nei suoi video.

Uno che è sempre stato di poche parole, al tavolo verde, è Phil Ivey. Al termine di questa mano in cui chiuse full facendosi pagare tre strade da Tony G, “Il Re” blastò miseramente quel chiacchierone di Mike Matusow che probabilmente stava cercando di carpire qualche informazione di gioco. Ecco come andarono le cose.

 

La mano

Tre lustri fa spaccati, novembre 2005, nel Principato di Monaco è in corso la seconda edizione del ‘Montecarlo Millions’ da 25 mila dollari di buy-in.

Su blinds 300-600 ante 50 Phil Ivey apre 2.000 KQ, Tony G difende il big blind con A3 (pot 4.700).

Flop AQQ Tony G check, Ivey bet 2.500, Tony G chiama (pot 9.700).

Turn 2 Ivey bet 10.000, Tony G chiama (29.700 pot).

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River K Ivey 30.000, Tony G va in the tank.

 

Il siparietto finale

“Spero di choppare dice a un certo punto il lituano all’indirizzo di Ivey sperando di carpire qualche tell. Senza successo, visto che Phil mantiene la sua proverbiale, glaciale poker face che si può vedere nella immagine in alto.

Alla fine Tony G decide di chiamare e Ivey gira sbrigativamente le sue carte senza cambiare espressione. Il lituano reagisce alla eliminazione con un gesto di stizza e si alza dal tavolo per allontanarsi dalla sala.

“Questo è un brutto call” dice Mike Matusow guardando Ivey e poi intorno per vedere le reazioni degli avversari.

“Ah Mike! Fai sempre la cosa giusta tu quando le carte sono state girate – lo blasta Ivey. Come a dire che son buoni tutti a giudicare col senno di poi, trovarsi a decidere in game senza sapere le carte avversarie è un altro discorso.

Una lezione, quella del Re, che farebbero bene a ricordare in tanti.

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