Sunday, Nov. 17, 2019

Strategia

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il 4 Apr 2014

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Thinking Process – Antonio Bernaudo e l’arte del bluff basato sull’ history

Thinking Process – Antonio Bernaudo e l’arte del bluff basato sull’ history

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Il nostro viaggio nei “Thinking Process” dei protagonisti del tavolo verde continua oggi con questa bella mano condotta da Antonio Bernaudo all’ultimo WPT Venezia.

Fino ad ora abbiamo svelato i pensieri che si celavano dietro il bluff di Sammartino in un tavolo cash, il push di Luigi Curcio su Andrea Dato, il nice call di Bendinelli a un EPT e l’herofold di Moschitta alle WSOP.

Ora è Antonio Bernaudo a raccontarci i motivi di un suo bluff durante la prima giornata di gioco al WPT National disputato a Venezia agli inizi di marzo, quando grazie ad una accurata lettura del suo avversario ha deciso di metterle tutte in mezzo con aria completa contro un pari stack. Vediamo i perchè di questa scelta.

Ecco la mano raccontata da Antonio:

bernaudoOK

Ed ecco il thinking process strada per strada.

 

PREFLOP

Intanto devo dire che la condotta di questa mano è figlia soprattutto dell’history che avevamo avuto io e il mio avversario al tavolo, specialmente nello spot prima di questo dove già ne avevo combinata una proprio contro di lui. Qua quindi sapevo perfettamente che probabilmente avrei dovuto rischiare tutto lo stack per portare a casa il piatto, perchè lui avrebbe sicuramente giocato contro di me. Ecco infatti che lui apre da CO e io subito lo 3betto anche abbastanza corto proprio perchè sapevo che avrebbe quasi certamente chiamato. Anche in caso di una sua eventuale 4bet il mio plan era già chiaro su una 5bet in push. In ogni caso lui flatta e ci vediamo il flop.

 

FLOP

Il flop è buono e al suo check io faccio una size di circa un terzo del pot, anche in questo caso sapendo che molto probabilmente lui avrebbe raisato proprio in virtù dell’history tra di noi. Decido allora di flattare perchè gli stack non sono comunque abbastanza profondi per poter floatare un po’ a caso, quindi non voglio raisare ora perchè qualora lui avesse preso un po’ di equity difficilmente deciderebbe di foldare su questa action, visto appunto il metagame in corso tra noi due.

 

TURN

Il turn è un 6 che non cambia praticamente nulla, ma qui devo dire che sono stato aiutato anche da alcuni tell fisici suoi, che sono sempre molto importanti nei tavoli live, specialmente in situazioni come questa. Lui infatti esce a 6.000 su un pot di circa 10.000 e io pusho i miei 20 mila (circa lo stack dell’avversario) per il fold istantaneo. Diciamo comunque che in tutte le strade sapevo perfettamente cosa fare, e soprattutto cosa aspettarmi dal mio avversario che in effetti ha giocato esattamente come pensavo. Ovviamente per continuare il “metagame” tra di noi ho voluto mostrare il bluff in modo da prendermi qualche altro vantaggio in seguito su quel giocatore.

 

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