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il 24 Mag 2019

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Le ragioni del divorzio tra Daniel Negreanu e PokerStars

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Le ragioni del divorzio tra Daniel Negreanu e PokerStars

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L’addio tra Daniel Negreanu e PokerStars è sicuramente la notizia del giorno nel mondo del poker.

Il fruttuoso sodalizio tra il canadese e la poker room iniziò nel giugno 2007 con l’ingresso nel Team Pro PokerStars dell’allora tre volte braccialettato, al fianco di altri ‘notable players’ come Chris Moneymaker, Greg Raymer e Joe Hachem.

Fino a quel momento, secondo il database Hendon Mob, ‘KidPoker’ aveva totalizzato vincite per 2.287.159$ in dieci anni di tornei live.

Il vero botto dunque il canadese lo ha fatto con la patch di PokerStars al petto, visto che oggi le sue vincite live ammontano a quasi 40 milioni di dollari (39.830.195$ per l’esattezza), un gruzzolo che gli vale la seconda posizione nella All Time Money List (scalzato dalla vetta lo scorso anno per l’incredibile run di Justin Bonomo, cui si aggiungono altri tre titoli WSOP).

Ma quali sono le ragioni per cui un matrimonio così proficuo è arrivato alla fine? Vediamole insieme.

 

1 – L’annunciato allontanamento dal poker di Daniel

Questa è piuttosto telefonata, e probabilmente è la vera ragione del divorzio. Giusto i giorni scorsi Negreanu è convolato a nozze con la giornalista Amanda Leatherman, ma ancora prima della cerimonia aveva rivelato che la vita di coppia avrebbe segnato per lui un nuovo inizio, in cui il poker non sarebbe più stato in primo piano come lo è stato in questi lunghi anni.

Con ogni probabilità, vista la personalità e le sue doti comunicative, Daniel avrebbe potuto continuare ugualmente a ‘evangelizzare le masse’ al gioco, ma di sicuro non al 100%. E a fronte della professionalità dimostrata in tutti questi anni, per il canadese (e forse anche per la poker room) un impegno ‘a mezzo servizio’ non poteva essere ritenuto accettabile.

 

2 – Voglia di voltare pagina dopo 12 anni

12 anni sono lunghi, nell’era di Internet corrispondono a un paio di ere geologiche almeno, in quella del poker online minimo minimo quattro (come noi italiani sappiamo bene).

E in questo tempo Negreanu non si è mai risparmiato, sia nella disponibilità nei confronti dei suoi fan, sia nel dire la sua anche quando ciò gli avrebbe portato degli attacchi più o meno diretti e violenti.

Più volte, in particolare nel commentare le novità di PokerStars che andavano a svantaggio dei regular in favore degli occasionali, Negreanu è stato preso di mira dai colleghi professionisti dell’online che lo accusavano di essere ‘aziendalista’. Dal canto suo il canadese ha sempre confermato di esprimere il suo pensiero in libertà assoluta: adesso, tolta la patch dal petto, potrà farlo senza prestare il fianco alle accuse di sostenere una qualsiasi politica aziendale.

 

3 – Nuova politica di PokerStars sul Team Pro

L’addio di Daniel Negreanu è l’ultimo di una serie di pezzi da novanta che non fanno più parte dei pro del Team PokerStars. In tempi recenti qui dalle nostre parti abbiamo registrato i clamorosi addii di Giada Fang e Luca Pagano. A livello internazionale ci sono stati gli abbandoni clamorosi di Jason Mercier e Vanessa Selbst.

Ma soprattutto PokerStars sembra aver rinnovato la sua visione e la sua filosofia per quanto concerne i professionisti del Team, a iniziare da una predilezione per chi è perfettamente a proprio agio con le nuove tecnologie di diffusione online.

Oltre a Somerville e ai gemelli Staples, proprio nell’ultimo mese la poker room ha messo sotto contratto dodici ‘Twitcher’ (ovvero giocatori che streamano su Twitch). E’ possibile che gli impegni della nuova vita di Negreanu mal si conciliassero con i video-streaming.

A questo quadro c’è inoltre da aggiungere che negli ultimi tempi PokerStars ha iniziato la scalata ai nuovi mercati del poker online in via di sviluppo, a iniziare dall’India, col conseguente dirottamento di una parte del budget per i professionisti del suo Team. Se dovessimo tirare a indovinare saremmo pronti a scommettere che un giocatore del calibro di Daniel Negreanu non avesse un budget di secondo ordine; ma è anche vero che il ritorno sarebbe stato proporzionale come lo è stato finora, e non crediamo che un colosso come PokerStars in questo ambito badi troppo alle spese.

 

Ecco le dichiarazioni di Negreanu e PokerStars dopo la notizia dell’addio.

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