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il 19 Feb 2021

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La strategia di Daniel Negreanu per la sfida heads-up contro Phil Hellmuth

La strategia di Daniel Negreanu per la sfida heads-up contro Phil Hellmuth

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Nel momento in cui scriviamo, con le incognite sul futuro a causa del coronavirus, la sfida in arrivo tra Daniel Negreanu e Phil Hellmuth è sicuramente l’evento pokeristico dell’anno.

In questi giorni i due super pro hanno stabilito ulteriori dettagli del challenge. Di alcuni ha parlato Daniel Negreanu in un podcast con Sarah Herring di PokerNews in cui ha anche esposto la sua strategia di massima per i testa a testa contro il rivale.

 

Il format della sfida

Per iniziare, Negreanu si dice sicuro della vittoria anche grazie alla esperienza di recente accumulata nel formato heads-up contro Doug Polk:

“Ancora non so se giocherò adattandomi al suo gioco o se manterrò la mia linea, a ogni modo lo batterò, sono il favorito adesso anche grazie alla conoscenza teorica che ho maturato. Phil crede pronto di essere pronto a sfidare non solo me ma anche Doug Polk, ha la testa piena di stronzate! Caro Phil non puoi andare a giocare contro Doug Polk e limpare il 90% dei bottoni!”

Il canadese ha poi rivelato i dettagli:

“Avrei voluto giocare contro Phil un match da 25 mila mani come quello contro Doug Polk in modo da veder emergere le skill ma non sarà così. Giocheremo High Stakes Duel come nello scontro che ha vinto contro Esfandiari. Quindi si inizia molto deep, con 500bb, poi gli stack si accorciano ma la giocabilità tiene molto bene. Ho visto come sono andate le cose negli heads-up di Phil contro Antonio, ha cercato di portarsi in vantaggio di stack e poi verso la fine della partita con gli stack più short ha vinto un po’ di all-in“.

Per Negreanu non ci sarà battaglia:

“Non credo che Phil abbia alcuna possibilità di vittoria. Con gli stack di partenza così deep direi che sono favorito tra il 2 e il 2,5 a 1.”

 

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L’edge di Daniel

Harring chiede a Negreanu se seguirà lo stile GTO contro Hellmuth:

“Io sono principalmente un giocatore exploitativo e Phil è davvero exploitabile con il suo stile per nulla orientato alla GTO e per niente standard. Ha le sue idee su tutto. Credo che da un punto di vista exploitativo lo posso distruggere, ma all’inizio, con gli stack deep, giocare GTO in alcune situazioni credo che mi possa rendere la vita più facile”.

Daniel spiega poi quale sia l’ambito del gioco in cui crede di avere l’edge più grande contro ‘The poker brat’:

“Credo che il mio edge più grande nei suoi confronti stia nelle dimensioni delle puntate. Quando ho iniziato il match contro Doug fondamentalmente avevo due size: 20% o 75% pot. Questo è davvero limitante e non è buono, a meno che tu non sia un robot GTO in grado di far funzionare un betting pattern composto da due sole size, e io non lo sono. Quando ho iniziato ad aggiungere diverse size di puntata, overbets, 2/3 pot, 1/3 pot, 40% pot e così via, le cose sono andate meglio. Credo che qui stia il mio edge maggiore contro Phil perchè credo che il suo bet sizing sia terribile, specialmente da deep stack. Contro Polk mi sono trovato in tante situazioni scomode quando pottava river per bilanciare i bluff. Con Phil queste cose non succederanno mai, non lo vedrai mai bettare quattro volte il pot su un board con quattro dello stesso seme. Oppure ricordo una mano contro Doug in cui chiudo scala, faccio una minibet di 3bb al river e lui rilancia fno a 167bb. Phil ha il suo repertorio, lo conosco da 20 anni ed è sempre lo stesso, non è che abbia aggiunto nuove linee o si sia aggiornato alle nuove tendenze. Però bisogna dargli credito visto che il suo gioco continua a funzionare contro tante persone.”

 

Lo slancio per il nuovo

Negreanu non nasconde di essersi infastidito per le dichiarazioni rilasciate da Hellmuth al termine della sua sfida contro Polk:

“Ha detto che non gli è piaciuto come ho giocato nella sfida contro Doug. Sai quante mani ha visto? ZERO! Non ha visto neanche una mano ma ha detto che non ho giocato bene. Lo stesso quando ha detto che conosce i miei coach, che ci ha parlato e che si è trovato d’accordo con loro su tanti concetti e quindi ha pensato che non gli potessero insegnare niente, mentre io avevo e ho bisogno dei loro insegnamenti…”

Questa cosa dei coach secondo Negreanu conferma una vera e propria tara di Phil Hellmuth:

“Lui non crede di poter imparare dalle nuove leve a differenza mia. Anche io arrivo dalla Golden Age del poker, di quei giorni non ci sono tanti sopravvissuti che giocano ancora oggi perché erano imbalsamati nel modo di giocare di quegli anni e non hanno mai visto le nuove leve come uno spunto, cosa che io invece ho sempre fatto perché ho sempre creduto di poter imparare dai giovani grinder. Quando sei arrivato la cosa più difficile è restare lassù in alto, come insegna Rocky III, che è un film che guardo almeno una volta l’anno perché offre tanti paralleli.  Le nuove generazioni del poker passano 10-12 ore al giorno a giocare e a studiare coi solver, non puoi pensare di avvicinarti a loro se non hai mai studiato il poker. Phil dice che li può battere ma all’atto pratico non li ha mai affrontati. Sta molto attento a farlo in modo che tanti, che magari non seguono il poker da vicino, possano continuare a pensare che è il migliore.

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